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Uno Studio Rivoluzionario Rivela la Potenza Predittiva della Variabilità della Frequenza Cardiaca nei Disturbi della Coscienza

In uno studio all’avanguardia, pubblicato su Scientific Report, una delle riviste di Nature, tra le più antiche ed importanti riviste scientifiche, considerata di maggior prestigio nell’ambito della comunità scientifica internazionale, un team di ricercatori dell’Istituto S. Anna ha compiuto passi significativi nella previsione degli esiti per i pazienti affetti da disturbi della coscienza (DOC). La ricerca, guidata da Francesco Riganello e colleghi, utilizza l’analisi della variabilità della frequenza cardiaca (VFC), dimostrando una notevole precisione nella prognosi.

I DOC, che si manifestano a seguito di lesioni cerebrali, variano dalla sindrome di veglia aresponsiva allo stato di minima coscienza. I metodi diagnostici tradizionali spesso non riescono a prevedere con precisione gli esiti, lasciando medici e familiari nell’incertezza riguardo alla possibilità di recupero. Questo studio si inserisce in questa importante lacuna.
Lo studio si è concentrato su 58 pazienti con DOC, esaminando la VFC durante condizioni di base (riposo) e di stimolazione acustica/visiva entro dieci giorni dal ricovero ospedaliero. Utilizzando la Coma Recovery Scale – R(CRS-R), hanno classificato i pazienti in esiti ‘buoni’ o ‘cattivi’ a tre mesi di distanza.

Il modello utilizzato per l’analisi, noto come “macchina a vettori di supporto” (SVM), ha incluso variabili come età, tempo dall’evento acuto, eziologia e parametri della VFC sia in condizioni di base che di stimolazione. Il risultato è stata una straordinaria accuratezza del 96% nella fase di test e del 100% nella fase di validazione.
Questo studio è fondamentale non solo per la sua metodologia, ma anche per le sue implicazioni nel campo clinico. Prevedendo accuratamente la traiettoria di recupero nei pazienti DOC, i professionisti medici possono personalizzare più efficacemente le strategie di riabilitazione e assistenza, fornendo alle famiglie aspettative più chiare.

Inoltre, lo studio sottolinea la complessa relazione tra il sistema nervoso centrale e le funzioni autonome. Propone la rete autonoma centrale (CAN) come un elemento cruciale nella modulazione della VFC, offrendo così una nuova prospettiva per comprendere la coscienza e i suoi disturbi.
L’ approccio innovativo unisce modellazione statistica avanzata a intuizioni fisiologiche, spianando la strada per cure mediche più personalizzate e precise nella neuro-riabilitazione.

https://www.nature.com/articles/s41598-024-51457-1

© 2021 Istituto S. Anna · p.i. 01752670792
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