Nuove evidenze sulla Paroxysmal Sympathetic Hyperactivity osservate in vivo
Pubblicazioni Scientifiche

Nuove evidenze sulla Paroxysmal Sympathetic Hyperactivity osservate in vivo

22 Gennaio 2026
Pubblicato su Clinical Autonomic Research

La Ricerca apre nuove prospettive nella previsione delle crisi autonomiche che precedono gli episodi di PSH nei pazienti con disturbi della coscienza.

L’Istituto S. Anna è lieto di condividere la pubblicazione, sulla rivista scientifica internazionale Clinical Autonomic Research (articolo open access), di uno studio dedicato alla Paroxysmal Sympathetic Hyperactivity (PSH) nei pazienti con disturbi della coscienza.

La PSH rappresenta una complicanza imprevedibile del grave danno cerebrale acquisito, caratterizzata da crisi parossistiche con ripercussioni cliniche e gestionali significative.

Lo studio si distingue per l’utilizzo di registrazioni continue in vivo e di analisi avanzate della variabilità della frequenza cardiaca (Heart Rate Variability – HRV), considerate una finestra funzionale sul Central Autonomic Network (CAN).

Grazie a questo approccio è stato possibile osservare 24 episodi di PSH (con eventi di controllo appaiati), individuando alterazioni autonomiche che precedono l’esordio clinico dell’episodio.

I dati evidenziano un meccanismo patofisiologico caratterizzato prevalentemente da un collasso della modulazione parasimpatica (vagale), più che da una semplice iperattivazione simpatica. Inoltre, alcune modificazioni spettrali risultano compatibili con il coinvolgimento di meccanismi regolatori più lenti, discussi in relazione a vie neuroendocrine come il sistema renina–angiotensina–aldosterone (RAAS).

Nel complesso, i dati supportano la fattibilità di strategie di identificazione precoce degli episodi di PSH, aprendo nuove prospettive per il monitoraggio e la gestione clinica dei pazienti con grave danno cerebrale acquisito, in attesa di ulteriori validazioni prospettiche.

Questo lavoro è espressione di una ricerca clinica realmente multidisciplinare, resa possibile dal contributo integrato di medici, infermieri e terapisti, il cui impegno quotidiano al letto del paziente costituisce un elemento fondamentale della qualità assistenziale e scientifica dell’Istituto.

Con questa pubblicazione, l’Istituto S. Anna conferma il proprio impegno nello sviluppo di una ricerca clinica avanzata nel campo della neuroriabilitazione e dei disturbi della coscienza, fondata sull’integrazione tra osservazione clinica, tecnologia e lavoro di équipe.

Link all’articolo scientifico (open access):
https://rdcu.be/eWdw0