Il modo in cui il paziente viene assistito cambia il peso emotivo sulle famiglie.
La ricerca svolta all’Istituto S. Anna lo dimostra: il setting assistenziale non incide solo sul paziente, ma determina anche il carico emotivo e psicologico del caregiver, cioè di chi se ne prende cura ogni giorno. Lo studio è stato pubblicato su una rivista scientifica internazionale di rilievo, Telemedicine & e-Health.
Nel confronto tra due modelli di gestione di pazienti in Stato Vegetativo e di Minima Coscienza (ricovero residenziale vs assistenza domiciliare con telemonitoraggio), emergono differenze nette nel livello di sovraccarico e benessere del caregiver.
Questo significa che non esiste una strategia unica valida per tutti: le azioni di supporto devono essere calibrate sul modello assistenziale, perché rispondono a bisogni profondamente diversi. Il caregiver è un outcome di cura. E l’Istituto S.Anna è in prima linea in Italia nell’applicare questo nuovo modello integrato, concreto, orientato alla tutela del paziente e di chi se ne prende cura ogni giorno.
Questo rappresenta un nuovo approccio, un vero cambio di paradigma fondato su alleanza di cura, continuità assistenziale e tutela reale delle famiglie.
Perché la cura non è mai un atto individuale: è un sistema. E dentro quel sistema, il caregiver non è spettatore, ma parte integrante, spesso determinante, del processo terapeutico.
