Tele-Riabilitazione, l’articolo di Frontiers in Neurology

È stato pubblicato sulla prestigiosa rivista “Frontiers in Neurology” una Systematic Review sullo stato dell’arte e le future prospettive della Tele-Neuro-Riabilitazione in Italia, dal titolo “Tele-Neuro-Rehabilitation in Italy: State of the Art and Future Perspectives”.

L’importante pubblicazione scientifica è frutto di un lavoro in collaborazione tra l’IRCCS Centro Neurolesi Bonino-Pulejo di Messina, e l’Istituto S. Anna di Crotone. Gli autori per l’Istituto S. Anna sono il dott. Paolo Tonin, Direttore Scientifico dell’Istituto e l’ing. Loris Pignolo.

Nell’articolo viene analizzata la letteratura clinica che evidenzia come molti studi, si focalizzino sui trattamenti di teleriabilitazione in ambito motorio, cognitivo e del linguaggio, dimostrando come lo stesso trattamento riabilitativo, somministrato da lontano o faccia a faccia, produce gli stessi risultati riabilitativi; in altri studi si evidenziano risultati simili sulla qualità della vita, la soddisfazione per la cura e il miglioramento della depressione dei pazienti e dei care-giver. Pertanto, la Teleriabilitazione può anche essere un importante aiuto psicologico, riducendo la sensazione profonda di abbandono dei pazienti chiusi in casa o in case di cura.

Inoltre la teleriabilitazione può essere molto utile per evitare un contatto diretto tra medici e pazienti, aspetto della massima importanza durante le pandemie, come, quella attuale, del COVID-19.

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L’Istituto S. Anna porta in Calabria Ekso

L’Istituto S. Anna porta in Calabria Ekso, l’esoscheletro intelligente per la riabilitazione degli arti inferiori.

Un esempio avanzatissimo di robotica applicata alla riabilitazione, unico in Calabria e secondo in tutto il Sud Italia.

È il primo in Calabria, il secondo in tutto il Sud Italia. Da oggi Ekso, l’esoscheletro intelligente per la riabilitazione degli arti inferiori, è a disposizione dei pazienti dell’Istituto S. Anna di Crotone. Un esempio avanzatissimo di robotica applicata alla riabilitazione che permette a chiunque abbia perso la funzionalità delle gambe di tornare praticamente a camminare. Non attraverso un gesto passivo – come spiega il signor Mario Zagari subito dopo averlo indossato per la prima volta – ma rendendo il paziente partecipe di questo gesto. Con ricadute importantissime anche sotto il profilo psicologico, che permettono di raggiungere risultati altrimenti impossibili.

Il primario di Riabilitazione Maria Quintieri spiega chi può utilizzarlo, mentre Loris Pignolo evidenzia come questo strumento arricchisca l’offerta tecnologica di una struttura che ormai da molti anni investe risorse ingenti nella ricerca e nella robotica applicata alla riabilitazione.

A spiegare esattamente cos’è Ekso, e come funziona, è Davide Proserpio, operatore specializzato che ha tenuto il primo corso di formazione destinato ai terapisti del S. Anna.

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Algoritmi di Intelligenza Artificiale nella Prognosi Clinica dei pazienti con Disordini della Coscienza

Nuovo traguardo scientifico per l’equipe medica dell’Unità di Risveglio dell’Istituto S’Anna di Crotone diretta dalla Dr.ssa Lucia Lucca. Sulla prestigiosa rivista Frontiers in Human Neuroscience, il gruppo di esperti clinici ha pubblicato i dati nati dalla collaborazione scientifica con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale dell’UNICAL.

Dall’esperienza clinica si evidenzia come le possibili complicanze mediche possono influire sul recupero dei pazienti al risveglio dal coma dopo grave trauma cranico. Questa tipologia di pazienti ad alto carico assistenziale presentano anche elevata complessità clinica, per cui è necessario conoscere quanto le problematiche mediche inficino e rallentino il percorso riabilitativo.

In questo lavoro gli ingegneri dell’UNICAL hanno applicato sofisticati algoritmi di Intelligenza Artificiale per elaborare i dati clinici di centinaia di pazienti con disordini della coscienza dopo trauma cranico ricoverati presso l’Unità di Risveglio. Lo scopo era far apprendere l’andamento clinico durante il periodo di degenza dividendo i pazienti in chi recuperava meglio rispetto a chi invece aveva bisogno di maggiori cure. Gli algoritmi hanno scoperto che i principali fattori che compromettono la fase di recupero dei pazienti sono la presenza di alcune particolari complicazioni mediche come quelle a carico del sistema respiratorio, gastrointestinale ed epatico. La prevenzione di questo tipo di complicazioni aumenta in maniera significativa l’outcome clinico dei pazienti. Questo tipo di risultato conferma l’attenzione che l’Istituto S’Anna ha per l’utilizzo delle più moderne tecniche scientifiche usate per migliorare sempre il benessere dei propri pazienti.

La cura della relazione di coppia nei pazienti con danno cerebrale

Pubblicato sulla rivista internazionale Biomed Research International un nuovo lavoro scientifico dell’équipe dell’Unità di Gravi Cerebrolesioni.

Il team multidisciplinare dell’Istituto S. Anna di Crotone non si limita al recupero clinico del paziente, ma è da sempre interessato ad intervenire anche sulla famiglia, con il suo vissuto rispetto all’evento traumatico. In questo nuovo studio, condotto dalla psicologa clinica dr.ssa Stefania Laratta, in collaborazione con la dr.ssa Lucia Lucca, medico primario e con il direttore scientifico Paolo Tonin, ci si è focalizzati su quanto gli esiti di un trauma cranico o di un ictus incidano sulla relazione di coppia soprattutto quando il paziente rientra a casa al termine della riabilitazione presso la struttura.

Quello che la dr.ssa Laratta ha scoperto è che il carico psicologico del coniuge che diventa caregiver per il paziente, è fortemente influenzato, oltre che dallo stato clinico, anche dal ciclo di vita della famiglia. In particolare, le coppie che si trovano nelle fasi iniziali del rapporto o che hanno figli piccoli, sono quelle che sentono meno il carico di una persona che necessita di continua assistenza. Mentre le coppie che soffrono di più sono quelle in cui i figli, ormai adulti e che quindi non fanno più parte del nucleo familiare, non riescono ad offrire un aiuto diretto. Questo studio mette in evidenza l’importanza del sostegno psicologico per le famiglie di pazienti colpiti da malattie neurologiche attività in cui il personale dell’Istituto S. Anna è da sempre in prima linea nell’assistere, con un approccio olistico, i propri pazienti.

 

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A piccoli, grandi passi verso il domani

GEO SYSTEM di RehaTechnology è una delle tecnologie più utilizzate presso il nostro Istituto.

È un sistema automatico End Effector con supporto e scaricamento del paziente, per riabilitare la frequenza dei passi nei pazienti affetti da menomazioni motorie dell’arto inferiore, in risposta a problemi cognitivi e ortopedici.

Il sistema consente di simulare la velocità dei passi su una superficie piana, in salita o in discesa. Il terapeuta ha la possibilità di impostare tutti i parametri del passo, al fine di far eseguire al paziente la traiettoria ideale per il suo trattamento. Offre anche la possibilità di lavorare in modalità attiva, passiva o assistita e modella anche uno scenario inclusivo per coinvolgere completamente il paziente nel trattamento riabilitativo.

Riabilitazione del cammino: nuovo importante studio scientifico all’Istituto S. Anna di Crotone

Nuovo traguardo scientifico per l’equipe del laboratorio di Robotica dell’Istituto S. Anna di Crotone coordinato dall’Ing. Loris Pignolo, che ha pubblicato sulla rivista internazionale di settore Gait & Posture del gruppo editoriale Elsevier, il lavoro: “A body-weight-supported visual feedback system for gait recovering in stroke patients: A randomized controlled study”.

Nell’articolo vengono divulgati i dati della sperimentazione clinica di un innovativo sistema avanzato per la riabilitazione del cammino nei pazienti post ictus, chiamato COPERNICUS® e riportati i dati della sperimentazione clinica svolta su 69 pazienti con esiti di ictus ricoverati presso l’Istituto S. Anna. In particolare sono stati messi a confronto i risultati della terapia eseguita in modo convenzionale, con Copernicus® senza feedback e con Copernicus® con feedback. I risultati ottenuti dimostrano che il recupero delle abilità motorie nel cammino è superiore nei pazienti emiplegici che hanno eseguito il trattamento con COPERNICUS® con feedback, rispetto agli altri metodi messi a confronto.

Il sistema, nato da una delle tantissime intuizioni del già Direttore Scientifico dell’Istituto S. Anna, Prof. Giuliano Dolce, è stato sviluppato, realizzato, validato e sperimentato nei laboratori di ricerca dell’Istituto S. Anna di Crotone. Da diversi anni l’Istituto S. Anna utilizza le tecnologie Robotiche in ambito Riabilitativo, anche con dispositivi, come Copernicus® ed Aramis®, sviluppati all’interno dell’Istituto stesso. Con il solo Aramis®, dispositivo con doppio esoscheletro per la riabilitazione degli arti superiori diventato un prodotto marcato CE, sono stati riabilitati oltre 300 pazienti dal 2008 ad oggi e pubblicati 10 lavori scientifici su riviste internazionali.

Copernicus®, che rientra nel modello di Riabilitazione Robotica Integrata – RRIS (Robotic Rehabilitation Integrated System) sviluppato ed in uso presso l’Istituto, consiste in una struttura ellittica, un set di solette sensorizzate, un visore per il feedback visivo ed acustico, ed un sistema di sostegno per lo sgravio del peso. Consente di avviare un recupero precoce della deambulazione, dapprima con esercizi di cambio veloce del carico svolti con feedback e, nella successiva fase del recupero, attraverso una deambulazione guidata e monitorata tramite le solette sensorizzate ed i serious game appositamente sviluppati.

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Sul Corriere della Sera un articolo dedicato alla Cooking Therapy

Sulle pagine del mensile “Cook Racconti di cucina” del Corriere Della Sera è stata pubblicata una nuova intervista che si occupa della ricerca realizzata all’Istituto S’Anna di Crotone nel 2019. La cooking therapy, ideata da Antonio Cerasa e realizzata grazie a Francesco Arcuri e a tutta l’equipe del primario Dr. Sebastiano Serra, continua a ricevere attenzioni sopratutto perché rappresenta il risultato dell’eccellenza, da una parte quella medico-scientifica, dall’altra quella rappresentata da tre dei più famosi chef di Calabria (Caterina Ceraudo, Luca Abbruzzino e Antonio Biafora) che hanno deciso di dedicare un pò del loro tempo alla ricerca traslazionale.

Da corriere.it: “Che cosa significa, dunque, nella pratica? Che se ci si allena, anche ai fornelli, l’attività cerebrale migliora”. «E che, dunque, la cucina può essere una straordinaria palestra per la riabilitazione cognitiva — spiega Antonio Cerasa —, soprattutto in chi ha danneggiata proprio l’area del cervelletto». Dallo studio è nato, perciò, un protocollo operativo di «cooking therapy» realizzato con l’Istituto di Alta riabilitazione Sant’Anna di Crotone assieme a tre chef calabresi, Luca Abbruzzino, Antonio Biafora e Caterina Ceraudo. Come funziona? «Nell’istituto Sant’Anna c’è una cucina, per altro bellissima — continua Cerasa —, dedicata ai pazienti: vittime di traumi o ictus, persone con disabilità o che soffrono di perdita di attenzione e memoria. Attraverso la preparazione di piatti più o meno complessi, i pazienti reimparano gradualmente a coordinare il pensiero, velocizzare la testa, svolgere più attività contemporaneamente». Diciotto sono le ricette studiate, considerate perfette per la riabilitazione: dall’antipasto freddo di salsa di pomodoro e pesto alla pasta con cozze, zucchine e pinoli fino al filetto di carne con crema di broccoli, che nel libro Cerasa racconta passo dopo passo, secondo le sequenze motorie da seguire contemporaneamente. Come esercizio per allenare la mente”.

 

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