Dal S. Anna un premio all’impegno dei dipendenti: “Tutti uniti da una missione comune”

Un punto fermo in un momento di profonda destabilizzazione. Un gesto di vicinanza, di solidarietà, di comunione, in un periodo in cui tutto viene messo in discussione: il lavoro, i rapporti umani, il futuro stesso.

Il “premio” che l’Istituto S. Anna di Crotone ha voluto riconoscere ai suoi dipendenti, per un totale di 50mila euro in buoni acquisto, va ben al di là del suo valore puramente economico. È un segno tangibile della condivisione di un percorso, di una causa comune, quella della tutela della salute dei pazienti. Una causa che lega in maniera strettissima questa ‘famiglia’, che proprio in virtù di questo rapporto costruito negli anni, oggi sta affrontando unita l’emergenza sanitaria.

Così, in un momento tanto difficile quanto disorientante, i dipendenti dell’Istituto hanno scelto di mettere davanti a tutto la loro missione, quella di prendersi cura con immutata professionalità dei pazienti affidati alla struttura. Pazienti spesso in condizioni molto gravi, e che proprio per questo hanno bisogno di ogni attenzione, di ogni precauzione, ma anche di ogni sorriso o piccola carezza che in questo momento i parenti non possono porgere loro.

Medici, infermieri, terapisti, operatori socio-assistenziali, ausiliarie e collaboratori delle diverse professioni: tutti hanno deciso di restare al proprio posto, continuando a lavorare con la consueta professionalità, in un momento in cui conciliare il lavoro con gli impegni familiari può essere particolarmente difficile, specie per chi ha figli piccoli.

Un impegno condiviso con i vertici dell’azienda, che col premio messo a disposizione dei propri dipendenti hanno voluto manifestare in maniera tangibile la propria vicinanza e riconoscenza per l’attenzione, la presenza e l’impegno che il personale ha continuato a profondere anche nell’emergenza.

“Ognuno di noi – si legge in una lettera indirizzata a tutti i dipendenti dall’azienda – ha reagito a questa inaspettata emergenza in modo diverso, spesso emotivo. Tutti però abbiamo cercato di fare il nostro dovere onorando fino in fondo la missione che a noi è affidata. Auspichiamo che questo momento diventi presto solo un brutto ricordo e che si possa ritornare presto alla vita familiare, sociale e lavorativa che ognuno di noi desidera. Ancora una volta la ‘famiglia’ S. Anna si sta dimostrando unita e siamo certi che insieme ce la faremo”.

Giovanni Pugliese è il Personaggio Ok 2019: lunedì la consegna del Premio

Giovanni Pugliese è il Personaggio Ok 2019. L’amministratore unico dell’Istituto S. Anna di Crotone lunedì prossimo riceverà il Premio che ogni anno assegna un riconoscimento ai crotonesi che hanno portato lustro alla città. Assieme al’atleta Ayoub Idam (Ok in rossoblu) e ai ragazzi de la Sorgente delle Arti (Messaggio Ok), sarà protagonista dell’edizione 2019 de “Un anno di CrotoneOk”. La cerimonia di premiazione si svolgerà lunedì 3 febbraio alle ore 17,  presso il Museo di Pitagora.

Il premio, ideato dal direttore di CrotoneOk e de IlRossoblu, vuole essere un modo per elogiare chi nel corso dei 365 giorni del 2019 si è distinto positivamente in vari ambiti, dall’economia al sociale, dall’arte allo spettacolo passando per lo sport.

Il Personaggio Ok 2019, dunque, è Giovanni Pugliese, amministratore unico dell’Istituto Sant’Anna, fiore all’occhiello della sanità calabrese, nazionale e anche internazionale, “per il suo instancabile lavoro, per la sua capacità di coniugare un innato istinto imprenditoriale all’amore verso la sua terra, per aver portato in alto il nome della città accendendo i riflettori sulle competenze di tanti studiosi ed esperti che operano a Crotone”.

«Siamo giunti all’undicesima edizione di un premio – spiega il direttore Antonio Gaetano – nato con uno spirito propositivo, lo stesso che da sempre accompagna il lavoro della nostra redazione. Noi vogliamo premiare le positività del nostro territorio».

Tra i premiati delle passate edizioni il Prefetto Vincenzo Panico (2011), Carmine Abate (2012), Tina De Raffaele (2013), Massimo Drago (2014), Simone Borrelli (2015) e Raffaele Vrenna (2016), Michele Affidato (2017) e Mustafa El Aoudi (2018).

La riabilitazione attraverso la ‘cooking therapy’ sulla stampa nazionale

“La cooking therapy: nuovo strumento riabilitativo” è il titolo del servizio che il bimestrale Beesness ha dedicato allo studio condotto sull’argomento dal prof. Antonio Cerasa, ricercatore in neuroscienze del CNR, in collaborazione con l’Istituto di Alta specialità̀ riabilitativa S. Anna di Crotone.

Si tratta di uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of Clinical Neuroscience”, che propone un protocollo di riabilitazione cognitiva condotto attraverso le attività legate a tutti i gesti del cucinare. “L’abitudine e il ripetersi di azioni coordinate come seguire più fornelli, salare, impiattare e nel frattempo istruire il personale di cucina, va a sviluppare la materia grigia posteriore del cervello – spiega Cerasa – Pertanto, ho pensato proprio a coloro che hanno subito una lesione in questa zona cranica, ossia coloro che sono stati colpiti da ictus e hanno riportato danni motori e cognitivi”. E proprio per loro ha pensato a questo strumento di riabilitazione cognitiva che “non è solo motoria, ma va ad aumentare le capacità di coordinazione”. Lo studio è stato condotto, con la collaborazione di tre noti chef calabresi – Caterina Ceraudo, Antonio Biafora e Luca Abbruzzino – presso l’Istituto S. Anna di Crotone, che si mostra ancora una volta all’avanguardia nel settore della ricerca legata alla riabilitazione neurologica.

rassegna stampa

Oberon tra le buone pratiche d’Italia presentate al Ministero della Salute

Un progetto di successo. Una buona pratica presentata al Ministero della Salute quale esempio per tutte le altre regioni d’Italia. Il progetto Oberon, elaborato dall’Istituto S. Anna di Crotone e ormai diventato servizio di Assistenza Domiciliare Integrata di III livello, è stato scelto dalla Regione Calabria per prendere parte alla presentazione dei progetti regionali sugli Obiettivi del Piano sanitario nazionale, presso il Ministero della Salute a Roma nella sala Turina della Direzione generale della Programmazione sanitaria.

L’ingegner Aldo Mauro ha relazionato sul tema “Progetto Oberon – da modello sperimentale a servizio di Assistenza Domiciliare Integrata di III livello. Aspetti organizzativi del Servizio di ospedalizzazione domiciliare per la gestione e l’assistenza integrata di pazienti in condizioni di bassa responsività”, illustrando il percorso che ha portato all’ideazione ed all’elaborazione del progetto Oberon, e poi al suo perfezionamento fino a diventare servizio assistenza domiciliare di III livello (ospedalizzazione domiciliare).
L’appuntamento romano ha riunito, in pratica, nove esempi di buone pratiche da altrettante regioni d’Italia: i migliori progetti elaborati nell’ambito di specifiche linee d’intervento prioritarie degli Obiettivi del Piano Sanitario nazionale individuate dal ministero della Salute. A ciascuno è stato chiesto di portare esempi rappresentativi di un corretto e proficuo utilizzo delle risorse pubbliche stanziate negli Obiettivi di Piano, e la Regione Calabria ha scelto l’esperienza progettuale “Oberon” che ha visto coinvolte a vario titolo la Regione Calabria e le 5 ASP calabresi con quella di Crotone capofila.
“E’ l’ennesima conferma – commenta l’amministratore unico dell’Istituto S. Anna, Giovanni Pugliese – del buon lavoro che stiamo svolgendo, sempre guidati dall’obiettivo di fornire ai pazienti servizi sanitari mirati e di alto livello”.
“Il servizio Oberon – spiega Mauro – è frutto di oltre 5 anni di sperimentazione ed è dedicato a pazienti in stato vegetativo o con gravi disordini di coscienza; l’unico attivo in tutta Italia. Si tratta di un modello di ospedalizzazione domiciliare, che oltre a fornire una adeguata assistenza sanitaria permette, attraverso sistemi innovativi di telemedicina di monitorare, con l’ausilio di una specifica centrale operativa, i parametri vitali di oltre 50 pazienti che vivono nelle loro abitazioni in ogni parte della Calabria. Il modello proietta attraverso procedure innovative l’attività assistenziale territoriale verso il futuro della deospedalizzazione tanto auspicata”.

A Loris Pignolo il premio Giovanni Carcea per la sua attività di ricerca

Loris Pignolo, ingegnere che si occupa di ricerca e robotica presso l’Istituto S. Anna di Crotone, ha ricevuto il “Premio Giovanni Carcea”, che l’International Inner Wheel club di Crotone ormai da otto anni dedica a giovani studiosi che impegnati nel campo della ricerca. “Innovazione e ricerca d’avanguardia al servizio della salute: il senso della tecnologia robotica in riabilitazione” il tema di questa ottava edizione di un premio che vuole ricordare Giovanni Carcea, prematuramente scomparso in età giovanissima a causa di una grave neoplasia.

“Ricevere questo premio mi rende fiero e orgoglioso – ha affermato Loris Pignolo – All’Istituto S. Anna ormai da molti anni lavoriamo nell’ambito della ricerca e dello sviluppo proprio per cercare di migliorare l’offerta riabilitativa per tutte le persone che hanno bisogno di cure. Il nostro obiettivo è cercare di rendere un po’ migliore la vita di queste persone che sono state un po’ più sfortunate rispetto ad altre. È per questo che spero che il lavoro fatto finora e quello che continuiamo a fare al S. Anna possano avere un valore per le persone che hanno bisogno di cure”. “La storia di Giovanni Carcea è molto triste, ma è bene ogni anno ricordarlo e rendergli merito per il modo in cui ha vissuto la sua breve vita”

Riconoscimenti per Oberon, Intellibed e Aramis al convegno nazionale Aiic

La naturale vocazione alla ricerca e la continua esigenza di applicare la sperimentazione alla pratica clinica hanno fatto sì che l’Istituto S. Anna di Crotone abbia ottenuto nuovi e prestigiosi riconoscimenti, legati all’ideazione e realizzazione di Oberon, Intellibed ed Aramis. Nel corso del 19° Convegno nazionale dell’Aiic (Associazione italiana ingegneri clinici) che si è svolto all’Università Magna Grecia di Catanzaro i tre progetti sono stati inseriti nelle terne che – per ogni categoria – hanno avuto diritto ad essere presentate oralmente. Due di essi hanno vinto la Health technology challenge, la “sfida” ideata da Aiic per presentare esperienze e soluzioni innovative, realizzate attraverso l’utilizzo della tecnologia, nel sistema della sanità. La selezione è avvenuta tra i 164 lavori presentati da tutta Italia, e suddivisi in otto categorie. Tra i tre che, in ogni categoria, sono stati presentati oralmente è stato decretato un vincitore.

L’Istituto S. Anna, unica struttura calabrese presente al Convegno, è risultato vincitore in due categorie: “Assistenza domiciliare, le tecnologie per il territorio” con Oberon, presentato dall’ing. Aldo Mauro; “Sviluppo di tecnologie e dispositivi per la salute” con Intellibed, presentato dall’ing. Loris Pignolo. In quest’ultima categoria è stato ammesso nella terna finale anche Aramis, anch’esso presentato da Pignolo.

Oberon è un servizio di assistenza domiciliare di terzo livello per pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza, ideato e realizzato dall’Istituto S. Anna e grazie al quale da un’apposita sala è possibile monitorare i parametri vitali di circa 50 pazienti che vivono nelle loro casa in ogni parte della Calabria.

Intellibed è un letto di degenza meccatronico per il posizionamento statico e dinamico, e per la mobilizzazione passiva, di tutti i distretti corporei. È stato pensato per la fase acuta, in cui il paziente trascorre la maggior parte del ricovero allettato. È gestito da un controllo centralizzato che permette tutte le funzioni necessarie per una riabilitazione precoce erogabile 24 ore su 24 senza l’intervento costante dell’operatore.

Aramis è un sistema a doppio esoscheletro per la riabilitazione dell’arto superiore, concepito e realizzato per la fase prettamente riabilitativa. È un sistema robo-meccatronico composto da due esoscheletri, con 5 gradi di libertà attivi, per la riabilitazione motoria ed il recupero funzionale dei pazienti con esiti di ictus.

I premi vinti confermano la bontà del lavoro di ricerca e sviluppo applicata per migliorare l’offerta riabilitativa che l’Istituto S.Anna eroga per i pazienti degenti presso le proprie strutture.

S.Anna e Dzne di Bonn insieme per la ricerca sulla riabilitazione nella demenza

È una convenzione che apre nuove strade alla ricerca quella siglata tra l’Istituto S. Anna di Crotone e il Dzne (Deutsche zentrum für neurodegenerative erkrankungen), il centro di studi che a Bonn si occupa di malattie neurodegenerative. Due eccellenze che si mettono insieme per crescere, e uniscono le forze e le rispettive specializzazioni per poter offrire migliori prospettive di vita ai cittadini affetti da malattie neurodegenerative.

Il protocollo è stato illustrato a margine della Prima Conferenza internazionale sulla teleneuroriabilitazione organizzata a Crotone proprio dall’Istituto S. Anna e promossa dalla Sirn (la Società italiana di riabilitazione neurologica) e dalla World federation for neurorehabilitation. Ad illustrarne i contenuti ed il valore sono stati l’amministratore unico dell’Istituto crotonese Giovanni Pugliese ed il direttore del Dzne Pierluigi Nicotera, lo scienziato catanzarese massimo esperto europeo nel suo campo, scelto personalmente dal cancelliere Angela Merkel per dirigere questa rete che mette insieme il lavoro di 11 centri specialistici tedeschi.

“L’Istituto S. Anna si occupa da anni in maniera avanzata di riabilitazione – ha spiegato Nicotera – e noi nel Dzne in Germania ci occupiamo di malattie neurodegenerative, prevalentemente di Alzheimer. Quindi abbiamo deciso di mettere insieme le nostre capacità per cercare di introdurre la riabilitazione nella demenza, e in particolare seguire i pazienti cercando di modificare le traiettorie di declino delle loro capacità cognitive”. Mettere queste esperienze insieme “vuol dire creare nuove modalità di terapie per le persone che hanno la demenza. Una ricerca che può essere inserita nei protocolli di cura una volta che ne sia stata dimostrata l’efficacia”. “L’esperienza ci insegna che accanto alle ricerche di base come quelle che stiamo conducendo (per nuovi farmaci, nuovi trattamenti per bloccare la progressione della malattia o per prevenirla), le persone che hanno già l’Alzheimer o altre forme di demenza possono essere aiutate intervenendo sulla traiettoria della malattia, vale a dure rallentandone l’evoluzione dopo la diagnosi”. Perché un paziente con la demenza, con l’Alzheimer “non è necessariamente una persona finita. In molti casi può vivere per parecchi anni una vita perfettamente normale: e se ha un training può continuare a lavorare, ad avere un inserimento normale nella famiglia e nel mondo”.

Giovanni Pugliese e il prof. Pierluigi Nicotera

L’idea della collaborazione con l’Istituto S. Anna nasce un anno fa: “Sono rimasto estremamente impressionato – spiega Nicotera – dalla qualità del lavoro che vi si svolge, da come il paziente viene trattato e nello stesso tempo dallo sviluppo di tecnologie, come la robotica, l’uso dei computer e di altri sistemi per riuscire a riabilitare i pazienti, l’uso di terapie per il dolore, la musicoterapia. Tutti concetti avanzati che mi hanno dato l’idea di cercare di dare vita ad una collaborazione”.

“È una soddisfazione enorme – afferma dal canto suo Giovanni Pugliese – un onore ed un orgoglio poter lavorare con un Centro di questa importanza, e ringrazio il prof. Nicotera che ci dà la possibilità di avviare questa collaborazione paradossalmente alla pari. Penso sia un segnale, importante per Crotone e per la Calabria tutta. E per noi è il segno che nel nostro piccolo, nel nostro settore stiamo lavorando bene e con serietà. Il settore nel quale ci muoviamo da anni è medicina di frontiera; non troverete protocolli o manuali sul modo in cui si devono trattare molti dei pazienti di cui ci occupiamo: in questo quadro la ricerca diventa indispensabile, per dare risposte e servizi adeguati a persone che sono affette da malattie gravissime”. Alla presentazione del protocollo era presente anche Giovanni Leonardi, direttore generale del ministero della Salute per il settore Ricerca e Innovazione. L’iniziativa è stata preceduta da una apprezzatissima lectio magistralis del professor Pierluigi Nicotera.

10 ed 11 maggio Crotone capitale mondiale della Teleneuroriabilitazione

Un evento scientifico di portata mondiale, che per due giorni renderà Crotone la capitale mondiale della Teleneuroriabilitazione.

La “1° International conference of teleneurorehabilitation”, organizzata dall’Istituto S. Anna di Crotone nelle giornate del 10 ed 11 maggio prossimi, metterà a confronto i massimi esperti internazionali del settore.

“Gli studi in questo campo settore – spiega il direttore scientifico dell’Istituto crotonese Paolo Tonin – si sono sviluppati in maniera significativa negli ultimi dieci anni. Così nell’ultimo congresso della World Federation for NeuroRehabilitation tenutosi a Mumbai, si è deciso di organizzare un confronto tra i massimi specialisti della teleneuroriabilitazione in cui condividere le informazioni e creare una rete mondiale di studiosi che si occupano di questo specifico settore”.

Il tema della conferenza è “Different countries, different policies, different resources, same needs”.

Il prezioso contributo del S. Anna al Congresso nazionale della Sirn

L’Istituto S. Anna di Crotone, ancora una volta, ha offerto un importante contributo al Congresso nazionale della Sirn, che si è svolto a Perugia ed ha avuto come tema “Il percorso verso la cronicità in riabilitazione neurologica”.

Come rappresentanti dell’Istituto vi hanno preso parte il direttore scientifico dr Paolo Tonin, la responsabile dell’Unità di risveglio e per gravi cerebrolesioni dr.ssa Lucia Francesca Lucca, l’assistente dell’Unità di risveglio dott.ssa Maria Ursino, la neuropsicologa e ricercatrice dr.ssa Daniela Cortese ed il ricercatore dr. Francesco Arcuri.

Obiettivo del Congresso è stata l’analisi dell’intervento riabilitativo per le condizioni di disabilità di origine neurologica, partendo dalla fase acuta fino alla fase della cosiddetta “cronicità”: cosiddetta perché anche in condizioni di recupero stabilizzate la plasticità cerebrale rimane comunque attiva. In questo senso risulta chiaro che occorre mettere in campo una strategia di riabilitazione neurologica complessiva, che non può prescindere dal coinvolgimento attivo del paziente e/o del caregiver e più in generale delle associazioni dei pazienti. In questo contesto le nuove tecnologie giocano un ruolo crescente, perché permettono diagnosi sempre più raffinate e rapide: la robotica non solo come sistema di supporto alla riabilitazione, ma anche assistenza della condizione di disabilità alla fine del percorso riabilitativo; la teleriabilitazione come uno strumento da mettere a sistema per mantenere la presa in carico riabilitativa della persona disabile e per prolungare a domicilio l’intervento riabilitativo.

Il dr. Tonin nella giornata di apertura del Congresso ha tenuto la lezione magistrale “Connettività e Volume Transmission: due vie verso una neuroriabilitazione personalizzata”.

Il dr Arcuri ha presentato un lavoro riguardante la “Progression of Autonomies Scale (PAS)”, scala costruita e validata presso l’Istituto S. Anna di Crotone; uno strumento che permette di definire ampi profili di disabilità nei pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite sottoposti a trattamento riabilitativo, e che fornisce informazioni sui livelli di autonomia, in diversi domini di funzionamento che vanno dall’autonomia personale alla domiciliare e all’extradomiciliare. Consente, inoltre, di pianificare un trattamento riabilitativo con obiettivi reali centrato sulla persona e di monitorare e quantificare le abilità recuperate e generalizzarle alla routine quotidiana.

La dr.ssa Cortese ha presentato il lavoro, in corso di pubblicazioneAttività di Coscienza Sommersa in Pazienti con Sindrome da Veglia Aresponsiva: può la Nocicezione aiutare a Scoprirla?”. Tale lavoro è stato svolto in collaborazione C. Schnakers e S. Laureys del Coma Center di Liegi Belgio. Lo scopo dello studio è osservare il comportamento del paziente con Sindrome da Veglia Aresponsiva/Stato vegetativo durante la somministrazione dello stimolo nocicettivo in un contesto di apprendimento classico (trace conditioning) attraverso l’uso della Galvanic Skin Response (GSR). L’applicazione del protocollo, in linea con l’obiettivo preposto, ha rilevato la possibilità di diagnosticare con maggiore precisione e precocità quali pazienti hanno maggiore possibilità di evoluzione verso un livello di coscienza maggiore, con forti implicazioni per ciò che riguarda la definizione di un adeguato e specifico intervento riabilitativo e di stimolazione.

La dr.ssa Lucca ha presentato lo sviluppo da fase progettuale fino al riconoscimento come servizio di Oberon, attualmente attivo in Calabria, servizio di teleassistenza per persone con esiti cronici da Grave cerebrolesione acquisita, illustrando il modello organizzativo e ponendo particolare attenzione alla ricaduta sulla figura del caregiver e su tutto il sistema famiglia.

Infine la dr.ssa Ursino ha presentato un poster scientifico dal titolo: “Fattori prognostici di emersione da gravi disordini della coscienza in pazienti con Grave Cerebrolesione Acquisita” in cui sono stati presentati i risultati di uno studio prospettico osservazionale condotto su 180 pazienti ricoverati presso la struttura di riabilitazione crotonese. Secondo quanto osservato, la CRS_r (Coma Recovery Scale revised), somministrata in modo sistematico e standardizzato, oltre ad essere il gold standard per la diagnosi differenziale tra Stato Vegetativo e Stato di minima coscienza, rappresenta uno strumento fondamentale nella gestione clinica.

Durante il Congresso il dr Mauro Zampolini è stato eletto presidente della Società Scientifica.