VALUTAZIONE SIEROCONVERSIONE POST-VACCINO SARS-COV-2 NEI PAZIENTI AFFETTI DA ALTERAZIONI DELLO STATO DI COSCIENZA CRONICHE RISPETTO A CONTROLLI SANI

È stato pubblicato sul Journal of Clinical Medicine, uno studio condotto dall’Istituto S.Anna che ha come oggetto la “Valutazione sieroconversione post-vaccino Sars-Cov-2 nei pazienti affetti da alterazioni dello stato di coscienza croniche rispetto a controlli sani” (https://www.mdpi.com/2077-0383/10/24/5830).

Ad oggi sono disponibili pochi dati circa l’immunocompetenza dei soggetti affetti da alterazioni croniche dello stato di coscienza (DOC), ovvero lo stato vegetativo e lo stato di minima coscienza. La valutazione della risposta sierologica indotta dalla somministrazione del vaccino anti Sars-Cov-19 Comirnaty in una coorte di soggetti gravemente neurolesi può risultare utile per aiutarci a comprendere la reattività immunologica di questi soggetti rispetto a controlli sani.

Metodi: Si tratta di uno studio prospettico, non interventistico, di coorte, nel quale sono stati valutati i livelli di IgG anti-S-RBD dopo vaccinazione in pazienti DOC cronici rispetto a controlli sani demograficamente omogenei (HC) mediante immunodosaggio a chemiluminescenza indiretta. Tutti gli individui hanno completato un ciclo di due dosi vaccinazione con il vaccino mRNA Pfizer (BNT162b2) a distanza di 21 giorni l’una dall’altra, e le risposte anticorpali sono state valutate a 30 e 180 giorni dopo la somministrazione della seconda dose (completamento del ciclo vaccinale).

Risultati: Abbiamo confrontato 32 pazienti DOC con 34 controlli sani HC. I due gruppi hanno mostrato una simile risposta anticorpale a 30 giorni, mentre al follow-up (180 giorni) i pazienti DOC sono stati caratterizzati da livelli di S-RBD IgG inferiori rispetto ai controlli. Gli anziani di entrambi i gruppi erano caratterizzati da una riduzione delle risposte anticorpali rispetto agli individui più giovani.

Conclusioni: I nostri risultati mostrano la presenza di una efficace sieroconversione post-vaccino nei pazienti affetti da grave cerebrolesione in fase cronica nel primo periodo dopo la vaccinazione. Il titolo anticorpale si riduce, tuttavia, in maniera significativa a sei mesi nei pazeinti DOC rispetto ai controlli sani, suggerendo la necessità di una dose booster anticipata per questo gruppo di soggetti fragili.

L’ingegner Aldo Mauro dell’Istituto S.Anna al XXI convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Ingegneria Clinica

L’ingegnere clinico dell’Istituto S.Anna, Aldo Mauro, ha partecipato in qualità di rappresentante regionale dell’Aiic Calabria, al XXI convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Ingegneria Clinica tenuto agli EAST END STUDIOS di Milano, che ha avuto come tema “Verso un nuovo SSN. Professionisti, Innovazione e PNNR”.

L’ingegner Mauro ha moderato la sessione dal titolo “La nuova organizzazione dei servizi territoriali: il ruolo della telemedicina” con il contributo di dirigenti del Ministero della Salute, dell’AGENAS e dell’Università di Milano, oltre alla partecipazione di diverse realtà imprenditoriali nazionali. Mauro, inoltre, è stato anche responsabile scientifico del corso di formazione “Fondamenti di organizzazione sanitaria”.

“Il Sistema Sanitario Italiano – ha spiegato Mauro – rappresenta un esempio di uguaglianza e garanzia del diritto alla salute in confronto ad organizzazioni sanitarie di molti altri paesi. Spesso però i diversi attori che a vario titolo contribuiscono a dare valore in termini assoluti al diritto alla salute hanno una conoscenza poco approfondita degli strumenti giuridico istituzionali, della natura giuridica delle aziende sanitarie nonché dei meccanismi di finanziamento del sistema sanitario pubblico. Questo corso nasce con l’obiettivo di offrire una possibilità formativa e di aggiornamento. Allo stesso tempo, visto lo spessore culturale dei docenti, si garantirà ai partecipanti la possibilità di una riflessione e di un confronto sul futuro del Sistema Sanitario Nazionale in termini di regionalismo differenziato argomento di cui tanto si sente parlare oggi”.

Il primo obiettivo post COVID-19 per la sanità del nostro Paese è quello di rifondare il Servizio Sanitario Nazionale – hanno commentato il presidente nazionale dell’AIIC Umberto Nocco e quello del convegno Lorenzo Leogrande – Solo così potremo garantire servizi, qualità, dinamicità di sistema, innovazione reale e capacità di adeguarsi ai bisogni. Tutto questo sarà possibile grazie a risorse economiche garantite nell’ambito del PNRR ed alla disponibilità di tutti i soggetti istituzionali, clinici, organizzativi e produttivi. Avremo, in pratica, l’occasione perfetta per avviarci verso un nuovo SSN: non possiamo sprecarla. E allora AIIC per il suo Convegno Nazionale vuol coinvolgere tutti gli stakeholder della Sanità italiana – mondo della politica, istituzioni della sanità, rappresentanti delle regioni, cittadini e associazioni di pazienti, società scientifiche, accademia e ricerca – in un’analisi puntuale dell’attuale SSN e di come è possibile “condurlo” verso un Sistema di qualità e di innovazione tecnologica reale. Sempre con i bisogni di salute e le reali professionalità al centro”.

L’Istituto S.Anna al XI convegno GISD

Si è tenuto nei giorni scorsi a Roma il XI congresso Gisd (Gruppo Italiano Studio Disfalgie), durante il quale l’Istituto S.Anna ha presentato lo “Studio osservazionale sull’evocazione della tosse riflessa in soggetti sani mediante l’uso di olio con capsaicina”. Scopo dello studio è stato quello di valutare la presenza o l’assenza della tosse riflessa in tutti i soggetti analizzati; analizzare la validità della tosse attraverso una scala di grading; correlare le differenze tra quantità di olio con capsaicina inalato. Lo studio è stato condotto dalla dott. Luisa Spezzano, coordinata dal direttore scientifico Paolo Tonin e dal dott. Antonio Cerasa. 

“La tosse, come la deglutizione, urinare, defecare, ecc… è un’attività posta sotto un forte controllo corticale, che si manifesta sia come inibizione che come tosse volontaria – viene evidenziato dallo studio – Tutto questo comporta che gli studi umani sulla tosse vengano effettuati in doppio-cieco, al fine di evitare fenomeni di autosuggestione da parte dei pazienti. Dal punto di vista pratico non è possibile differenziare la tosse volontaria da quella riflessa, dato che il pattern efferente è identico in entrambi i casi. La metodica comunque più semplice e priva di invasività, applicabile anche all’uomo, è rappresentata dalla somministrazione di agenti tussigeni chimici per via aerosolica. Allorquando il soggetto respiri in maniera tranquilla, l’aerosol tende a distribuirsi uniformemente su tutto l’albero tracheobronchiale; quando invece il soggetto respira più profondamente e rapidamente l’aerosol si deposita nelle vie aeree centrali. Le sostanze chimiche usate possono essere le più disparate: ammoniaca, acido solforico, lobelina, acetilcolina, polvere di sapone, acroleina, anidride solforosa, acido citrico. Gli agenti comunque più comunemente usati nell’uomo sono la capsaicina, la nebbia ultrasonica di acqua distillata e l’acido citrico. Spesso tali stimoli determinano anche broncocostrizione nei soggetti iperreattivi. La capsaicina stimolerebbe preferenzialmente le terminazioni sensoriali delle fibre C. Si è visto che allorquando la concentrazione di capsaicina somministrata per via aerosolica è più bassa si ottiene la stimolazione delle fibre C; viceversa allorquando la concentrazione è più alta vengono stimolati preferenzialmente i recettori di tipo irritativi”.

 

Lo scopo

 

– Valutare la presenza o l’assenza della tosse riflessa in tutti i soggetti analizzati
– Analizzare la validità della tosse attraverso una scala di grading

– Correlare le differenze tra quantità di olio con capsaicina inalato e tipologia di risposta con tosse

 

Materiali e metodo

Si somministrano sul fondo della lingua, attraverso una bomboletta spray, quantità crescenti di olio con capsaicina.

 

Criteri di inclusione

Soggetti sani

 

Criteri di esclusione

– Fumatori
– broncopatici
– allergici alla capsaicina – asmatici

 

Risultati

Sono stati indagati 100 soggetti sani (55% donne) senza patologie cardiorespiratorie con età media di 46.1 ± 13.7 anni. A questo gruppo di soggetti è stato somministrato il prodotto con 3 distinte somministrazioni con concentrazione di 1.8ml/1.7g, 3.6ml/1.7g e 5.4 ml/1.7g.

Il 75% della popolazione mostrava una evidente reazione con tosse che emergeva in maniera moderata dopo un tempo di latenza medio 11.7 ± 14.2 secondi. Il 63% mostrava la reazione dopo la prima somministrazione, il 9% solo dopo la 2° somministrazione, mentre il 3% del campione aveva bisogno di 3 somministrazioni per mostrare una reazione significativa.

 

Conclusioni

I risultati preliminari di questo studio evidenziano che il prodotto utilizzato è in grado di produrre una robusta risposta di tosse in soggetti sani. Riteniamo che possa, quindi, essere utilizzato in trial clinici su pazienti con Cerebrolesione acquisita per stimolare tosse riflessa.

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Rinnovata la convenzione tra Istituto S.Anna e DZNE

Un progetto di ricerca dedicato a pazienti colpiti da ictus, ma potenzialmente applicabile anche a quelli colpiti da Parkinson ed Alzheimer, che ha l’obiettivo di comprendere se l’evoluzione del recupero dai danni neurologici possa essere influenzata da componenti genetiche. Il che potrebbe permettere alla medicina di elaborare percorsi di riabilitazione personalizzati, che nel caso dell’ictus potrebbero accelerare il recupero e ridurre la disabilità, nel caso delle malattie neurodegenerative potrebbero rallentarne il decorso.

Guarda al futuro della medicina la convenzione siglata tra l’Istituto S. Anna di Crotone ed il DZNE (Deutsche zentrum für neurodegenerative erkrankungen – Istituto nazionale tedesco di studio delle patologie neurologiche), e rinnovata questa mattina per altri tre anni.

A firmarla il presidente e direttore scientifico del DZNE, professor Pierluigi Nicotera; il direttore amministrativo della stessa struttura, Sabine Helling-Moegen; l’amministratore unico dell’Istituto S. Anna, Giovanni Pugliese; il direttore scientifico dello stesso Istituto, professor Paolo Tonin.

I dettagli del progetto di ricerca sono stati illustrati il professor Nicotera, che nel 2009 è stato chiamato dal Governo tedesco a creare il Dzne, che oggi conta dieci sedi in Germania ed oltre 1100 specialisti che studiano in maniera multidisciplinare le malattie neurologiche: “Il nostro Istituto è considerato tra i primi dieci al mondo nel campo della neurodegenerazione, tra i primi tre per la produzione scientifica; ed è per questo che noi vogliamo collaborare con altri Istituti d’eccellenza, come il S. Anna ha dimostrato di essere. La riabilitazione è un’area che in passato è stata poco considerata in medicina, mentre invece è importantissima sia per i pazienti cerebrolesi che per chi ha malattie neurodegenerative”. Ictus, Parkinson, Alzheimer, sono infatti malattie già frequentissime ed in forte aumento, e la loro gestione “diventerà un grosso problema anche economico, che coinvolgerà le famiglie ed i sistemi sanitari di tutto il mondo”. Ecco, in questo quadro, cosa si propongono i due istituti: “Analizzando singole cellule dei pazienti – ha spiegato Nicotera – vorremmo trovare un pattern, un modello di marcatori biologici che ci permette di quantificare l’effetto della riabilitazione; questi modelli potranno poi essere utilizzati per personalizzare l’intervento su pazienti colpiti da ictus ma anche da malattie neurodegenerative, oppure identificare pazienti che possono seguire lo stesso tipo di percorso riabilitativo”. “La collaborazione di questo tipo tra pubblico e privato – ha aggiunto – è indispensabile perché a breve i costi per la sanità pubblica diventeranno insostenibili; la partnership, quindi, è il futuro. E questo è anche il motivo per cui questa convenzione è aperta a tutte le strutture, pubbliche o private, che vorranno aderire alla ricerca”.

 

La convenzione, oltre ad essere un grande attestato di stima nei confronti del lavoro compiuto negli anni dall’Istituto S. Anna di Crotone, è anche la dimostrazione di quanto anche la Calabria possa avere un ruolo tutt’altro che secondario in uno scenario internazionale di ricerca scientifica e clinica finalizzata all’assistenza sanitaria. “Questo è un riconoscimento alla Calabria – ha affermato Giovanni Pugliese – e noi speriamo di essere all’altezza di questa fiducia. La ricerca è necessaria per dare risposte sempre migliori ai pazienti, e noi lavoriamo con pazienti delicatissimi. Se non avessimo fatto ricerca non avremmo potuto evolvere le nostre conoscenze, ed è quello che vogliamo continuare a fare per poter dire ad una mamma ‘porta tuo figlio qui che ce ne occupiamo noi’”.

 

Alla conferenza stampa ha partecipato anche Domenico Sperlì, commissario straordinario dell’Asp di Crotone: “Questo accordo – ha detto – è la testimonianza della complementarietà che ci deve essere tra pubblico e privato. Un momento di confronto sul piano scientifico, culturale, ma anche organizzativo; e proprio dal confronto emergono gli stimoli giusti per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria”. Sulla stessa linea l’intervento del direttore generale del Dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria, Giacomo Brancati: “Non siamo delle monadi. Siamo funzionali all’assistenza se siamo un sistema, non se siamo semplici individualità. E in questo modo riusciremo a garantire un’assistenza di identica qualità a tutti i pazienti della regione, senza differenze tra un territorio ed un altro”.

 

Il direttore scientifico dell’Istituto S. Anna, Paolo Tonin, ha concluso i lavori: “L’attività di ricerca nasce dai dubbi – ha affermato – della incertezze, dalla voglia di trovare delle risposte. Ebbene, uno studio di questo genere potrebbe permetterci di essere più utili ai pazienti, e nello stesso tempo di dare risposte più realistiche e scientificamente fondate ai familiari dei malati, nel momento in cui ci chiedono se il loro caro potrà tornare a parlare, o a camminare. Con la collaborazione delle unità di Neurologia delle Asp calabresi potremo individuare i pazienti il cui percorso presenta maggiori incertezze, e con loro avviare questa ricerca”.

Il Prof Paolo Tonin tra i relatori del quarto “Asia Oceanian Congress on Neurorehabilitation”

In occasione del quarto “Asia Oceanian Congress on Neurorehabilitation”, tenutosi dal 6 all’8 agosto 2021, in modalità virtuale a causa della pandemia Covid 19, si sono riuniti i maggiori esperti mondiali che si occupano di neuroriabilitazione. Tra questi vi era anche il direttore scientifico dell’Istituto S. Anna, il Prof. Paolo Tonin. Attraverso il suo intervento ha analizzato, inizialmente, l’esistenza di una stretta correlazione tra teleriabilitazione motoria e realtà virtuale. Studi su diversi pazienti dimostrano come tramite esercizi specifici e non standardizzati svolti tramite l’ausilio della RV, si ottengono i migliori risultati possibili.

In seguito il Prof Tonin ha approfondito il grande sviluppo che ha avuto la telemedicina, soprattutto negli ultimi 2 anni, e di quanto sia indispensabile una copertura internet adeguata a quello che un sistema complesso come questo richiede.

E’ dimostrato infatti come nel mondo circa 3 miliardi di persone non hanno accesso a internet e questo, attualmente, è un limite per espandere in maniera omogenea la telemedicina in tutto il globo. Ciò avviene non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche in alcune parti di quelli industrializzati come Italia e USA, solo per citare alcuni. Nelle zone limitrofe ai grandi centri abitati tale problema non sussiste, mentre nelle zone rurali la mancanza di una linea internet stabile è destinata a creare sempre maggiori disagi.

Una possibile risoluzione potrebbe essere apportata con un intervento mirato dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), considerando questo un servizio efficace e capace di ottimizzare al meglio ogni risorsa a disposizione.

Webinar sulla tele-medicina condotto dal San Raffaele di Milano e dall’Istituto S. Anna di Crotone

Si è svolto il 29 Aprile 2021 il webinar su “Riabilitazione E Tele-Riabilitazione Covid e Post-Covid19 con Nuove Tecnologie” organizzato dalla S.T.R.O.N.G. (Scientific InternaTional Rehabilitation & PreventiOn Data Network Group) Academy con il patrocinio della S.S.R. (Società Scientifica della Riabilitazione).

Il webinar è stato condotto dall’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e dall’Istituto S. Anna di Crotone con gli interventi di:

Dr.ssa Brugliera Luisa (San Raffaele) – Il ruolo della riabilitazione nella pandemia COVID
Dr. Emedoli Daniele (San Raffaele) – App COVID, Riabilitazione Motoria in remoto
Dr.ssa Alemanno Federica (San Raffaele) – App COVID, Riabilitazione Cognitiva in remoto
Ing. Pignolo Loris (Sant’Anna) – La Tele-Riabilitazione Motoria domiciliare

Il webinar è stato seguito da circa 500 esperti del settore collegati dai più importanti centri Italiani di riabilitazione, ed ha affrontato dettagliatamente i temi della riabilitazione ospedaliera e della teleriabilitazione per i pazienti Covid e con esiti di Covid.

In particolare – ha spiegato l’ing. Loris Pignolo nel corso della sua relazione – la teleriabilitazione è un approccio riabilitativo utilizzato già da diversi anni, ma quasi sempre relegato ad un ambito di ricerca scientifica; nell’emergenza rappresentata dal Covid, questo approccio è divenuto un’ attività di riabilitazione corrente con diversi centri, in tutto il mondo, che si sono attrezzati per erogare prestazioni di teleriabilitazione domiciliare.
Infatti, la pandemia ha imposto la sospensione dei servizi di riabilitazione in day hospital, ed in regime ambulatoriale ed ha generato una nuova coorte di pazienti, con esiti del Covid, che necessitano di riabilitazione; per far fronte a queste esigenze è stato necessario trovare un modo che potesse garantire la continuità di cura dei percorsi di riabilitazione. Presso l’Istituto S. Anna di Crotone è attivo un protocollo di sperimentazione della Teleriabilitazione dal 2019; tale servizio, per rispondere alle necessità imposte dalla pandemia, è stato potenziato al fine di garantire la continuità delle cure riabilitative necessarie ed, attualmente, consente di trattare fino a 25 pazienti per volta, presso il proprio domicilio, raggiungendo tutte le 5 Province Calabresi ed anche pazienti provenienti da altre regioni.

Dall’analisi dei risultati, oltre agli ottimi risultati riabilitativi raggiunti, emerge in modo evidente il beneficio emotivo che i pazienti ed i loro familiari hanno affermato di aver tratto da questo servizio. “I pazienti, che altrimenti, nel periodo di lock down sarebbero rimasti in casa senza far nulla – spiega Pignolo – sono stati stimolati dall’incontro quotidiano con il fisioterapista da remoto: così sono stati più attivi e motivati, si sono presi maggiore cura di sé, e in molti casi hanno continuato la terapia da soli anche al termine del collegamento”.
Oggi, a distanza di un anno, “abbiamo la prova – afferma Pignolo – che l’attività di teleriabilitazione domiciliare, se svolta in modo corretto e con esercizi mirati, raggiunge risultati sovrapponibili a quelli della terapia convenzionale”. Alla luce dei risultati, la stessa procedura potrebbe essere usata fuori dall’emergenza come servizio ‘corrente’, come normale terapia da assegnare a pazienti magari di luoghi lontani, o che avrebbero difficoltà a sottoporsi alle terapie in day hospital.

Tele-Riabilitazione, l’articolo di Frontiers in Neurology

È stato pubblicato sulla prestigiosa rivista “Frontiers in Neurology” una Systematic Review sullo stato dell’arte e le future prospettive della Tele-Neuro-Riabilitazione in Italia, dal titolo “Tele-Neuro-Rehabilitation in Italy: State of the Art and Future Perspectives”.

L’importante pubblicazione scientifica è frutto di un lavoro in collaborazione tra l’IRCCS Centro Neurolesi Bonino-Pulejo di Messina, e l’Istituto S. Anna di Crotone. Gli autori per l’Istituto S. Anna sono il dott. Paolo Tonin, Direttore Scientifico dell’Istituto e l’ing. Loris Pignolo.

Nell’articolo viene analizzata la letteratura clinica che evidenzia come molti studi, si focalizzino sui trattamenti di teleriabilitazione in ambito motorio, cognitivo e del linguaggio, dimostrando come lo stesso trattamento riabilitativo, somministrato da lontano o faccia a faccia, produce gli stessi risultati riabilitativi; in altri studi si evidenziano risultati simili sulla qualità della vita, la soddisfazione per la cura e il miglioramento della depressione dei pazienti e dei care-giver. Pertanto, la Teleriabilitazione può anche essere un importante aiuto psicologico, riducendo la sensazione profonda di abbandono dei pazienti chiusi in casa o in case di cura.

Inoltre la teleriabilitazione può essere molto utile per evitare un contatto diretto tra medici e pazienti, aspetto della massima importanza durante le pandemie, come, quella attuale, del COVID-19.

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L’Istituto S. Anna porta in Calabria Ekso

L’Istituto S. Anna porta in Calabria Ekso, l’esoscheletro intelligente per la riabilitazione degli arti inferiori.

Un esempio avanzatissimo di robotica applicata alla riabilitazione, unico in Calabria e secondo in tutto il Sud Italia.

È il primo in Calabria, il secondo in tutto il Sud Italia. Da oggi Ekso, l’esoscheletro intelligente per la riabilitazione degli arti inferiori, è a disposizione dei pazienti dell’Istituto S. Anna di Crotone. Un esempio avanzatissimo di robotica applicata alla riabilitazione che permette a chiunque abbia perso la funzionalità delle gambe di tornare praticamente a camminare. Non attraverso un gesto passivo – come spiega il signor Mario Zagari subito dopo averlo indossato per la prima volta – ma rendendo il paziente partecipe di questo gesto. Con ricadute importantissime anche sotto il profilo psicologico, che permettono di raggiungere risultati altrimenti impossibili.

Il primario di Riabilitazione Maria Quintieri spiega chi può utilizzarlo, mentre Loris Pignolo evidenzia come questo strumento arricchisca l’offerta tecnologica di una struttura che ormai da molti anni investe risorse ingenti nella ricerca e nella robotica applicata alla riabilitazione.

A spiegare esattamente cos’è Ekso, e come funziona, è Davide Proserpio, operatore specializzato che ha tenuto il primo corso di formazione destinato ai terapisti del S. Anna.

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Algoritmi di Intelligenza Artificiale nella Prognosi Clinica dei pazienti con Disordini della Coscienza

Nuovo traguardo scientifico per l’equipe medica dell’Unità di Risveglio dell’Istituto S’Anna di Crotone diretta dalla Dr.ssa Lucia Lucca. Sulla prestigiosa rivista Frontiers in Human Neuroscience, il gruppo di esperti clinici ha pubblicato i dati nati dalla collaborazione scientifica con il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Energetica e Gestionale dell’UNICAL.

Dall’esperienza clinica si evidenzia come le possibili complicanze mediche possono influire sul recupero dei pazienti al risveglio dal coma dopo grave trauma cranico. Questa tipologia di pazienti ad alto carico assistenziale presentano anche elevata complessità clinica, per cui è necessario conoscere quanto le problematiche mediche inficino e rallentino il percorso riabilitativo.

In questo lavoro gli ingegneri dell’UNICAL hanno applicato sofisticati algoritmi di Intelligenza Artificiale per elaborare i dati clinici di centinaia di pazienti con disordini della coscienza dopo trauma cranico ricoverati presso l’Unità di Risveglio. Lo scopo era far apprendere l’andamento clinico durante il periodo di degenza dividendo i pazienti in chi recuperava meglio rispetto a chi invece aveva bisogno di maggiori cure. Gli algoritmi hanno scoperto che i principali fattori che compromettono la fase di recupero dei pazienti sono la presenza di alcune particolari complicazioni mediche come quelle a carico del sistema respiratorio, gastrointestinale ed epatico. La prevenzione di questo tipo di complicazioni aumenta in maniera significativa l’outcome clinico dei pazienti. Questo tipo di risultato conferma l’attenzione che l’Istituto S’Anna ha per l’utilizzo delle più moderne tecniche scientifiche usate per migliorare sempre il benessere dei propri pazienti.

La cura della relazione di coppia nei pazienti con danno cerebrale

Pubblicato sulla rivista internazionale Biomed Research International un nuovo lavoro scientifico dell’équipe dell’Unità di Gravi Cerebrolesioni.

Il team multidisciplinare dell’Istituto S. Anna di Crotone non si limita al recupero clinico del paziente, ma è da sempre interessato ad intervenire anche sulla famiglia, con il suo vissuto rispetto all’evento traumatico. In questo nuovo studio, condotto dalla psicologa clinica dr.ssa Stefania Laratta, in collaborazione con la dr.ssa Lucia Lucca, medico primario e con il direttore scientifico Paolo Tonin, ci si è focalizzati su quanto gli esiti di un trauma cranico o di un ictus incidano sulla relazione di coppia soprattutto quando il paziente rientra a casa al termine della riabilitazione presso la struttura.

Quello che la dr.ssa Laratta ha scoperto è che il carico psicologico del coniuge che diventa caregiver per il paziente, è fortemente influenzato, oltre che dallo stato clinico, anche dal ciclo di vita della famiglia. In particolare, le coppie che si trovano nelle fasi iniziali del rapporto o che hanno figli piccoli, sono quelle che sentono meno il carico di una persona che necessita di continua assistenza. Mentre le coppie che soffrono di più sono quelle in cui i figli, ormai adulti e che quindi non fanno più parte del nucleo familiare, non riescono ad offrire un aiuto diretto. Questo studio mette in evidenza l’importanza del sostegno psicologico per le famiglie di pazienti colpiti da malattie neurologiche attività in cui il personale dell’Istituto S. Anna è da sempre in prima linea nell’assistere, con un approccio olistico, i propri pazienti.

 

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