A Loris Pignolo il premio Giovanni Carcea per la sua attività di ricerca

Loris Pignolo, ingegnere che si occupa di ricerca e robotica presso l’Istituto S. Anna di Crotone, ha ricevuto il “Premio Giovanni Carcea”, che l’International Inner Wheel club di Crotone ormai da otto anni dedica a giovani studiosi che impegnati nel campo della ricerca. “Innovazione e ricerca d’avanguardia al servizio della salute: il senso della tecnologia robotica in riabilitazione” il tema di questa ottava edizione di un premio che vuole ricordare Giovanni Carcea, prematuramente scomparso in età giovanissima a causa di una grave neoplasia.

“Ricevere questo premio mi rende fiero e orgoglioso – ha affermato Loris Pignolo – All’Istituto S. Anna ormai da molti anni lavoriamo nell’ambito della ricerca e dello sviluppo proprio per cercare di migliorare l’offerta riabilitativa per tutte le persone che hanno bisogno di cure. Il nostro obiettivo è cercare di rendere un po’ migliore la vita di queste persone che sono state un po’ più sfortunate rispetto ad altre. È per questo che spero che il lavoro fatto finora e quello che continuiamo a fare al S. Anna possano avere un valore per le persone che hanno bisogno di cure”. “La storia di Giovanni Carcea è molto triste, ma è bene ogni anno ricordarlo e rendergli merito per il modo in cui ha vissuto la sua breve vita”

Riconoscimenti per Oberon, Intellibed e Aramis al convegno nazionale Aiic

La naturale vocazione alla ricerca e la continua esigenza di applicare la sperimentazione alla pratica clinica hanno fatto sì che l’Istituto S. Anna di Crotone abbia ottenuto nuovi e prestigiosi riconoscimenti, legati all’ideazione e realizzazione di Oberon, Intellibed ed Aramis. Nel corso del 19° Convegno nazionale dell’Aiic (Associazione italiana ingegneri clinici) che si è svolto all’Università Magna Grecia di Catanzaro i tre progetti sono stati inseriti nelle terne che – per ogni categoria – hanno avuto diritto ad essere presentate oralmente. Due di essi hanno vinto la Health technology challenge, la “sfida” ideata da Aiic per presentare esperienze e soluzioni innovative, realizzate attraverso l’utilizzo della tecnologia, nel sistema della sanità. La selezione è avvenuta tra i 164 lavori presentati da tutta Italia, e suddivisi in otto categorie. Tra i tre che, in ogni categoria, sono stati presentati oralmente è stato decretato un vincitore.

L’Istituto S. Anna, unica struttura calabrese presente al Convegno, è risultato vincitore in due categorie: “Assistenza domiciliare, le tecnologie per il territorio” con Oberon, presentato dall’ing. Aldo Mauro; “Sviluppo di tecnologie e dispositivi per la salute” con Intellibed, presentato dall’ing. Loris Pignolo. In quest’ultima categoria è stato ammesso nella terna finale anche Aramis, anch’esso presentato da Pignolo.

Oberon è un servizio di assistenza domiciliare di terzo livello per pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza, ideato e realizzato dall’Istituto S. Anna e grazie al quale da un’apposita sala è possibile monitorare i parametri vitali di circa 50 pazienti che vivono nelle loro casa in ogni parte della Calabria.

Intellibed è un letto di degenza meccatronico per il posizionamento statico e dinamico, e per la mobilizzazione passiva, di tutti i distretti corporei. È stato pensato per la fase acuta, in cui il paziente trascorre la maggior parte del ricovero allettato. È gestito da un controllo centralizzato che permette tutte le funzioni necessarie per una riabilitazione precoce erogabile 24 ore su 24 senza l’intervento costante dell’operatore.

Aramis è un sistema a doppio esoscheletro per la riabilitazione dell’arto superiore, concepito e realizzato per la fase prettamente riabilitativa. È un sistema robo-meccatronico composto da due esoscheletri, con 5 gradi di libertà attivi, per la riabilitazione motoria ed il recupero funzionale dei pazienti con esiti di ictus.

I premi vinti confermano la bontà del lavoro di ricerca e sviluppo applicata per migliorare l’offerta riabilitativa che l’Istituto S.Anna eroga per i pazienti degenti presso le proprie strutture.

S.Anna e Dzne di Bonn insieme per la ricerca sulla riabilitazione nella demenza

È una convenzione che apre nuove strade alla ricerca quella siglata tra l’Istituto S. Anna di Crotone e il Dzne (Deutsche zentrum für neurodegenerative erkrankungen), il centro di studi che a Bonn si occupa di malattie neurodegenerative. Due eccellenze che si mettono insieme per crescere, e uniscono le forze e le rispettive specializzazioni per poter offrire migliori prospettive di vita ai cittadini affetti da malattie neurodegenerative.

Il protocollo è stato illustrato a margine della Prima Conferenza internazionale sulla teleneuroriabilitazione organizzata a Crotone proprio dall’Istituto S. Anna e promossa dalla Sirn (la Società italiana di riabilitazione neurologica) e dalla World federation for neurorehabilitation. Ad illustrarne i contenuti ed il valore sono stati l’amministratore unico dell’Istituto crotonese Giovanni Pugliese ed il direttore del Dzne Pierluigi Nicotera, lo scienziato catanzarese massimo esperto europeo nel suo campo, scelto personalmente dal cancelliere Angela Merkel per dirigere questa rete che mette insieme il lavoro di 11 centri specialistici tedeschi.

“L’Istituto S. Anna si occupa da anni in maniera avanzata di riabilitazione – ha spiegato Nicotera – e noi nel Dzne in Germania ci occupiamo di malattie neurodegenerative, prevalentemente di Alzheimer. Quindi abbiamo deciso di mettere insieme le nostre capacità per cercare di introdurre la riabilitazione nella demenza, e in particolare seguire i pazienti cercando di modificare le traiettorie di declino delle loro capacità cognitive”. Mettere queste esperienze insieme “vuol dire creare nuove modalità di terapie per le persone che hanno la demenza. Una ricerca che può essere inserita nei protocolli di cura una volta che ne sia stata dimostrata l’efficacia”. “L’esperienza ci insegna che accanto alle ricerche di base come quelle che stiamo conducendo (per nuovi farmaci, nuovi trattamenti per bloccare la progressione della malattia o per prevenirla), le persone che hanno già l’Alzheimer o altre forme di demenza possono essere aiutate intervenendo sulla traiettoria della malattia, vale a dure rallentandone l’evoluzione dopo la diagnosi”. Perché un paziente con la demenza, con l’Alzheimer “non è necessariamente una persona finita. In molti casi può vivere per parecchi anni una vita perfettamente normale: e se ha un training può continuare a lavorare, ad avere un inserimento normale nella famiglia e nel mondo”.

Giovanni Pugliese e il prof. Pierluigi Nicotera

L’idea della collaborazione con l’Istituto S. Anna nasce un anno fa: “Sono rimasto estremamente impressionato – spiega Nicotera – dalla qualità del lavoro che vi si svolge, da come il paziente viene trattato e nello stesso tempo dallo sviluppo di tecnologie, come la robotica, l’uso dei computer e di altri sistemi per riuscire a riabilitare i pazienti, l’uso di terapie per il dolore, la musicoterapia. Tutti concetti avanzati che mi hanno dato l’idea di cercare di dare vita ad una collaborazione”.

“È una soddisfazione enorme – afferma dal canto suo Giovanni Pugliese – un onore ed un orgoglio poter lavorare con un Centro di questa importanza, e ringrazio il prof. Nicotera che ci dà la possibilità di avviare questa collaborazione paradossalmente alla pari. Penso sia un segnale, importante per Crotone e per la Calabria tutta. E per noi è il segno che nel nostro piccolo, nel nostro settore stiamo lavorando bene e con serietà. Il settore nel quale ci muoviamo da anni è medicina di frontiera; non troverete protocolli o manuali sul modo in cui si devono trattare molti dei pazienti di cui ci occupiamo: in questo quadro la ricerca diventa indispensabile, per dare risposte e servizi adeguati a persone che sono affette da malattie gravissime”. Alla presentazione del protocollo era presente anche Giovanni Leonardi, direttore generale del ministero della Salute per il settore Ricerca e Innovazione. L’iniziativa è stata preceduta da una apprezzatissima lectio magistralis del professor Pierluigi Nicotera.

10 ed 11 maggio Crotone capitale mondiale della Teleneuroriabilitazione

Un evento scientifico di portata mondiale, che per due giorni renderà Crotone la capitale mondiale della Teleneuroriabilitazione.

La “1° International conference of teleneurorehabilitation”, organizzata dall’Istituto S. Anna di Crotone nelle giornate del 10 ed 11 maggio prossimi, metterà a confronto i massimi esperti internazionali del settore.

“Gli studi in questo campo settore – spiega il direttore scientifico dell’Istituto crotonese Paolo Tonin – si sono sviluppati in maniera significativa negli ultimi dieci anni. Così nell’ultimo congresso della World Federation for NeuroRehabilitation tenutosi a Mumbai, si è deciso di organizzare un confronto tra i massimi specialisti della teleneuroriabilitazione in cui condividere le informazioni e creare una rete mondiale di studiosi che si occupano di questo specifico settore”.

Il tema della conferenza è “Different countries, different policies, different resources, same needs”.

Il prezioso contributo del S. Anna al Congresso nazionale della Sirn

L’Istituto S. Anna di Crotone, ancora una volta, ha offerto un importante contributo al Congresso nazionale della Sirn, che si è svolto a Perugia ed ha avuto come tema “Il percorso verso la cronicità in riabilitazione neurologica”.

Come rappresentanti dell’Istituto vi hanno preso parte il direttore scientifico dr Paolo Tonin, la responsabile dell’Unità di risveglio e per gravi cerebrolesioni dr.ssa Lucia Francesca Lucca, l’assistente dell’Unità di risveglio dott.ssa Maria Ursino, la neuropsicologa e ricercatrice dr.ssa Daniela Cortese ed il ricercatore dr. Francesco Arcuri.

Obiettivo del Congresso è stata l’analisi dell’intervento riabilitativo per le condizioni di disabilità di origine neurologica, partendo dalla fase acuta fino alla fase della cosiddetta “cronicità”: cosiddetta perché anche in condizioni di recupero stabilizzate la plasticità cerebrale rimane comunque attiva. In questo senso risulta chiaro che occorre mettere in campo una strategia di riabilitazione neurologica complessiva, che non può prescindere dal coinvolgimento attivo del paziente e/o del caregiver e più in generale delle associazioni dei pazienti. In questo contesto le nuove tecnologie giocano un ruolo crescente, perché permettono diagnosi sempre più raffinate e rapide: la robotica non solo come sistema di supporto alla riabilitazione, ma anche assistenza della condizione di disabilità alla fine del percorso riabilitativo; la teleriabilitazione come uno strumento da mettere a sistema per mantenere la presa in carico riabilitativa della persona disabile e per prolungare a domicilio l’intervento riabilitativo.

Il dr. Tonin nella giornata di apertura del Congresso ha tenuto la lezione magistrale “Connettività e Volume Transmission: due vie verso una neuroriabilitazione personalizzata”.

Il dr Arcuri ha presentato un lavoro riguardante la “Progression of Autonomies Scale (PAS)”, scala costruita e validata presso l’Istituto S. Anna di Crotone; uno strumento che permette di definire ampi profili di disabilità nei pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite sottoposti a trattamento riabilitativo, e che fornisce informazioni sui livelli di autonomia, in diversi domini di funzionamento che vanno dall’autonomia personale alla domiciliare e all’extradomiciliare. Consente, inoltre, di pianificare un trattamento riabilitativo con obiettivi reali centrato sulla persona e di monitorare e quantificare le abilità recuperate e generalizzarle alla routine quotidiana.

La dr.ssa Cortese ha presentato il lavoro, in corso di pubblicazioneAttività di Coscienza Sommersa in Pazienti con Sindrome da Veglia Aresponsiva: può la Nocicezione aiutare a Scoprirla?”. Tale lavoro è stato svolto in collaborazione C. Schnakers e S. Laureys del Coma Center di Liegi Belgio. Lo scopo dello studio è osservare il comportamento del paziente con Sindrome da Veglia Aresponsiva/Stato vegetativo durante la somministrazione dello stimolo nocicettivo in un contesto di apprendimento classico (trace conditioning) attraverso l’uso della Galvanic Skin Response (GSR). L’applicazione del protocollo, in linea con l’obiettivo preposto, ha rilevato la possibilità di diagnosticare con maggiore precisione e precocità quali pazienti hanno maggiore possibilità di evoluzione verso un livello di coscienza maggiore, con forti implicazioni per ciò che riguarda la definizione di un adeguato e specifico intervento riabilitativo e di stimolazione.

La dr.ssa Lucca ha presentato lo sviluppo da fase progettuale fino al riconoscimento come servizio di Oberon, attualmente attivo in Calabria, servizio di teleassistenza per persone con esiti cronici da Grave cerebrolesione acquisita, illustrando il modello organizzativo e ponendo particolare attenzione alla ricaduta sulla figura del caregiver e su tutto il sistema famiglia.

Infine la dr.ssa Ursino ha presentato un poster scientifico dal titolo: “Fattori prognostici di emersione da gravi disordini della coscienza in pazienti con Grave Cerebrolesione Acquisita” in cui sono stati presentati i risultati di uno studio prospettico osservazionale condotto su 180 pazienti ricoverati presso la struttura di riabilitazione crotonese. Secondo quanto osservato, la CRS_r (Coma Recovery Scale revised), somministrata in modo sistematico e standardizzato, oltre ad essere il gold standard per la diagnosi differenziale tra Stato Vegetativo e Stato di minima coscienza, rappresenta uno strumento fondamentale nella gestione clinica.

Durante il Congresso il dr Mauro Zampolini è stato eletto presidente della Società Scientifica.

Un modello innovativo per l’assistenza domiciliare

Il servizio di assistenza domiciliare di III° livello Oberon è modello nazionale per l’assistenza domiciliare di persone con disordini di coscienza. Il contatto telefonico per le informazioni è il seguente:

Contatto Telefonico : +39 377 7078876

OBERON

Il servizio Oberon si articola nell’assistenza domiciliare di pazienti in stato vegetativo e in stato di minima coscienza attraverso l’integrazione tra visite a domicilio di una equipe remota, il telemonitoraggio automatizzato di parametri vitali ed il teleconsulto dalla centrale operativa dell’ISA allestita presso la sede di Poggio Pudano, detta UOS (Unità operativa speciale). L’equipe remota è composta da un medico specialista, da un infermiere professionale, da un terapista della riabilitazione e da una assistente domiciliare per lo stato vegetativo (ADOSV) ed effettua visite con frequenze diverse a seconda delle condizioni cliniche del paziente. Il medico e l’ADOSV sono messi a disposizione dall’ISA mentre l’Infermiere e il terapista dalle singole Aziende sanitarie provinciali. E’ un servizio innovativo offerto nell’ambito dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

“Dalla acuzie alla cronicità”, corso Ecm in programma 18 e 19 aprile

Un momento di confronto tra rianimatori e riabilitatori per rendere sempre più lineare il percorso clinico assistenziale di pazienti con grave cerebrolesione acquisita.

Ha questo scopo il Corso Ecm “Dalla acuzie alla cronicità. Rischio infettivo e aspetti nutrizionali dei pazienti con grave cerebrolesione acquisita”, che si terrà i prossimi 18 e 19 aprile presso le due sedi dell’Istituto S. Anna di Crotone, organizzato dalla struttura crotonese in collaborazione con Abbott Nutrition.

Il convegno ha l’obiettivo di affrontare la problematica del rischio infettivo e di una sempre maggiore diffusione di germi multiresistenti che hanno impatto negativo sia in termini di prognosi di vita che di disabilità per i pazienti con grave cerebrolesione acquisita.

Per quanto riguarda, invece, la fase della cronicità per i pazienti con grave disabilità residua, il convegno affronterà la questione legata agli aspetti nutrizionali, che rappresentano una delle maggiori criticità per la qualità di vita di queste persone.

Il corso, diretto da Paolo Tonin (direttore scientifico dell’Istituto S. Anna), vedrà tra i relatori dirigenti medici di strutture ospedaliere dell’intero Sud Italia. La prima giornata si terrà nel pomeriggio di giovedì 18 aprile presso la sede di via Siris. La seconda avrà luogo nella mattinata di venerdì 19 aprile presso la sede di Poggio Pudano.

Riabilitazione post chirurgica, al S. Anna il programma è centrato sulla persona e multidisciplinare

“La riabilitazione post chirurgica” è il tema affrontato dalla dottoressa Maria Quintieri – primario di Riabilitazione intensiva dell’Istituto S. Anna di Crotone – nel corso dell’iniziativa su “Osteoporosi e complicanze in ortopedia” organizzata dal Lions Club Crotone.

Istituto di Alta specialità riabilitativa e centro di riferimento regionale, il S. Anna ha legato il suo contributo proprio alla lunga esperienza maturata ed all’elevatissimo livello di specializzazione raggiunto nel settore della Riabilitazione, che lo rendono centro d’eccellenza a livello internazionale. All’iniziativa era presente anche il direttore sanitario dell’Istituto S. Anna, dottor Paolo Scola.

“L’Istituto S. Anna – ha spiegato la dottoressa Quintieri – prende in carico pazienti reduci da interventi chirurgici, elaborando per ciascuno di essi un trattamento post operatorio mirato sulle rispettive necessità specifiche. E tutti i pazienti hanno diritto a una riabilitazione intensiva; l’età non costituisce motivo di esclusione”.

Per ottenere risultati migliori e permettere a ciascun paziente di recuperare la massima funzionalità possibile “il trattamento post operatorio va iniziato il più precocemente possibile, così da ridurre il rischio di complicanze come per esempio la sindrome da allettamento”. Il programma riabilitativo – che è adattato alle esigenze di ogni singola persona e viene elaborato da un team multidisciplinare – comprende obiettivi a breve e medio termine. Procede con “il recupero dell’articolarità e il potenziamento muscolare; l’educazione sui movimenti che proteggono l’articolazione; l’educazione alla deambulazione, dapprima con ausili e poi in carico totale”. “È poi importante – ha spiegato la dottoressa Quintieri – fornire al paziente una educazione motoria che comprenda informazioni sui movimenti e sulle posizioni consigliate e quelle sconsigliate, o su come usare strategie motorie per cercare di sfruttare le capacità residue”.

L’esperienza ha dimostrato come “i pazienti che ricevono due sedute giornaliere raggiungano più precocemente e velocemente le capacità funzionali”. Ma anche che la continuità assistenziale, l’alleanza terapeutica e la centralità della persona (su cui l’Istituto S. Anna basa tutto il suo lavoro) permettono ai pazienti in riabilitazione di ottenere risultati migliori e recuperare di più e più in fretta.

‘Myro’, un sistema innovativo per migliorare coordinazione e controllo della forza

È stato installato presso l’Istituto S. Anna di Crotone il sistema “Myro” della Tyromotion, utilizzato principalmente nella riabilitazione neurologica dell’arto superiore, ma che si rivolge anche a pazienti ortopedici e pediatrici, con disturbi a livello cognitivo e motorio.

Questo dispositivo, assolutamente innovativo ed unico nel suo genere, è costituito da una grande superficie interattiva su cui è possibile manipolare oggetti reali, lavorando sul controllo della forza, attraverso applicazioni touch che riproducono attività della vita quotidiana. L’obiettivo è quello di migliorare la coordinazione, la concentrazione e l’impiego della forza.

Attraverso l’inserimento di questo sistema all’interno della propria offerta riabilitativa, l’Istituto S. Anna si conferma struttura all’avanguardia nel proprio ambito e centro di riferimento regionale, garantendo ai pazienti ricoverati presso le proprie sedi il massimo della tecnologia disponibile al fine di poter ottenere il miglior recupero possibile.