Riabilitazione post chirurgica, al S. Anna il programma è centrato sulla persona e multidisciplinare

“La riabilitazione post chirurgica” è il tema affrontato dalla dottoressa Maria Quintieri – primario di Riabilitazione intensiva dell’Istituto S. Anna di Crotone – nel corso dell’iniziativa su “Osteoporosi e complicanze in ortopedia” organizzata dal Lions Club Crotone.

Istituto di Alta specialità riabilitativa e centro di riferimento regionale, il S. Anna ha legato il suo contributo proprio alla lunga esperienza maturata ed all’elevatissimo livello di specializzazione raggiunto nel settore della Riabilitazione, che lo rendono centro d’eccellenza a livello internazionale. All’iniziativa era presente anche il direttore sanitario dell’Istituto S. Anna, dottor Paolo Scola.

“L’Istituto S. Anna – ha spiegato la dottoressa Quintieri – prende in carico pazienti reduci da interventi chirurgici, elaborando per ciascuno di essi un trattamento post operatorio mirato sulle rispettive necessità specifiche. E tutti i pazienti hanno diritto a una riabilitazione intensiva; l’età non costituisce motivo di esclusione”.

Per ottenere risultati migliori e permettere a ciascun paziente di recuperare la massima funzionalità possibile “il trattamento post operatorio va iniziato il più precocemente possibile, così da ridurre il rischio di complicanze come per esempio la sindrome da allettamento”. Il programma riabilitativo – che è adattato alle esigenze di ogni singola persona e viene elaborato da un team multidisciplinare – comprende obiettivi a breve e medio termine. Procede con “il recupero dell’articolarità e il potenziamento muscolare; l’educazione sui movimenti che proteggono l’articolazione; l’educazione alla deambulazione, dapprima con ausili e poi in carico totale”. “È poi importante – ha spiegato la dottoressa Quintieri – fornire al paziente una educazione motoria che comprenda informazioni sui movimenti e sulle posizioni consigliate e quelle sconsigliate, o su come usare strategie motorie per cercare di sfruttare le capacità residue”.

L’esperienza ha dimostrato come “i pazienti che ricevono due sedute giornaliere raggiungano più precocemente e velocemente le capacità funzionali”. Ma anche che la continuità assistenziale, l’alleanza terapeutica e la centralità della persona (su cui l’Istituto S. Anna basa tutto il suo lavoro) permettono ai pazienti in riabilitazione di ottenere risultati migliori e recuperare di più e più in fretta.

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