Riabilitazione dopo ictus, serve un approccio complesso e multidisciplinare

“L’ictus è una patologia molto comune ma tutt’altro che banale, e come tale va affrontata. Presenta aspetti estremamente complessi, che devono essere tutti egualmente tenuti da conto negli interventi sui pazienti che ne vengono colpiti”. Lo hanno ribadito i principali relatori della XX edizione delle Giornate di Crotone, organizzata dall’Istituto S. Anna di Crotone sul tema “Complessità della riabilitazione motoria dopo ictus”.

“Questa giornata – spiega Paolo Tonin, direttore scientifico dell’Istituto S. Anna – invita chi si occupa di riabilitazione neurologica a lavorare in maniera più completa. Su questo punto si concentra da diversi anni il lavoro del S. Anna, che si è reso conto che la semplificazione, su un certo tipo di pazienti, non porta troppi benefici. L’obiettivo è quello di riportare ciascun paziente colpito da ictus a condurre una vita quanto più possibile simile a quella che svolgeva prima del trauma, favorendo nei limiti del possibile la sua partecipazione alla vita sociale”.

“Le nuove tecnologie diagnostiche – aggiunge Mauro Zampolini, direttore del Dipartimento di Riabilitazione dell’Usl Umbria 2 – permettono la personalizzazione della riabilitazione, con interventi individuali elaborati sulle caratteristiche di ciascun paziente”. E non è un discorso puramente tecnico, chiarisce il professore: “Oltre a utilizzare le tecniche migliori possibile, è fondamentale motivare il paziente, andare incontro alle sue aspettative. Parliamo di un approccio riabilitativo all’ictus che parte dalle nuove tecnologie ma vede la persona nella sua complessità”. Un approccio multidisciplinare, “che riguarda l’aspetto motorio, ma anche le funzioni cognitive (la memoria, l’attenzione, il linguaggio), coinvolgendo più figure professionali chiamate a lavorare in maniera coordinata. Un lavoro in team, che punta alla migliore riabilitazione possibile per ciascun paziente”.

Va in questa direzione anche la nascita della Società italiana di riabilitazione neurologica (Sirn) Calabria. “Non è un caso – spiega Tonin – che avvenga proprio in occasione di questo convegno, che sottolinea come per studiare la complessità degli interventi si debba pensare di lavorare in maniera multidisciplinare”.

“La Sirn – aggiunge Zampolini – ha come caratteristica proprio quella di inserire al suo interno tutte le professioni. Dunque avere la sezione regionale della Sirn è fondamentale sia per noi a livello nazionale che per la Calabria, per promuovere la ricerca e mettere insieme i dati puntando alla migliore pratica di riabilitazione possibile per i pazienti”.

In occasione della prima assemblea, la dottoressa Lucia Lucca – primario delle Unità di risveglio e Gravi cerebrolesioni dell’Istituto S. Anna – è stata indicata quale presidente pro tempore della sezione calabrese della Società italiana di riabilitazione neurologica (Sirn).

L’edizione numero XX delle Giornate di Crotone conferma il contributo che fin dal primo momento l’Istituto S. Anna ha inteso dare alla diffusione della cultura della Riabilitazione. “La crescita della conoscenza e della consapevolezza tra i cittadini è il nostro obiettivo – spiega l’amministratore unico dell’Istituto S. Anna Giovanni Pugliese – E’ importante sapere a chi rivolgersi in caso di necessità, e cosa ci si può aspettare. Noi puntiamo ad erogare servizi di buona qualità coniugandoli con la Ricerca scientifica, che riteniamo possa avere un peso fondamentale nella qualità delle risposte che si possono dare ai pazienti”

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