Scola: “La riabilitazione dopo l’impianto di una protesi”

“La riabilitazione è la naturale prosecuzione del percorso intrapreso dopo la fase acuta”. Lo ha spiegato il direttore sanitario dell’Istituto S. Anna di Crotone, Paolo Scola, nel corso del convegno sul tema “L’artrosi dell’anca e del ginocchio, dalla terapia medica alla protesi”, organizzato dal Lions club Crotone. “Dopo l’intervento in ospedale – ha proseguito – per il recupero completo delle autonomie è necessario nella maggior parte dei casi che si passi un periodo di ricovero in riabilitazione intensiva”. “Le nostre medie – ha aggiunto, riferendosi all’esperienza della struttura crotonese, una struttura di eccellenza e di riferimento sovraregionale per la riabilitazione – si aggirano intorno ai 30 giorni”. “Si tratta di un percorso – ha concluso – da compiere specialmente dopo l’impianto di una protesi, perché è bene riprendere l’attività deambulatoria normalmente e in maniera naturale”.

L’intervista a Paolo Scola

Formati nuovi assistenti domiciliari per Oberon

Un corso teorico pratico, indirizzato alla formazione di nuovi assistenti domiciliari di pazienti con grave cerebrolesione acquisita. L’istituto S. Anna l’ha organizzato nei giorni scorsi presso la struttura di Poggio Pudano.

Vi hanno preso parte cinque persone individuate dai familiari di altrettanti pazienti appena inseriti nel progetto Oberon, con l’obiettivo di formare chi materialmente dovrà occuparsi dei pazienti ricoverati a casa loro.

Durante il corso gli assistenti hanno alternato lezioni teoriche (tenute da infermieri specializzati e medici) ad attività di reparto, per imparare ad assistere e gestire i pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite, sia sotto il profilo dell’assistenza che per ciò che riguarda eventuali emergenze da fronteggiare in attesa dell’intervento del personale medico.

I partecipanti al corso hanno incontrato i responsabili del progetto Oberon, e poi medici e infermieri con i quali si sono occupati (tra l’altro) di nursing, lesioni da decubito, nutrizione e stimolazione sensoriale

Cos’è Oberon

Riabilitazione arti inferiori e cammino: Copernicus

Copernicus è un sistema di riabilitazione per l’avvio precoce alla locomozione di pazienti emiplegici. Il paziente indossa nelle scarpe un paio di solette dotate di sensori piezo-resistivi che rilevano l’appoggio del piede e trasferiscono l’informazione tramite Wi-fi ad un controllore con monitor (tablet) che rappresenta un feedback visivo per il paziente nell’esecuzione dei vari esercizi riabilitativi. Sotto la costante assistenza del terapista, il paziente è posizionato in stazione eretta, lateralmente ad un supporto meccanico che è regolabile in altezza per posizionare il braccio in abduzione a 90° rispetto al tronco, e che funge anche da supporto laterale per fissare l’anca dell’arto sano.

In questo modo il paziente, oltre ad avere la presenza del terapista, percepisce anche un appoggio solido per l’emi-lato sano. In una prima fase riabilitativa il paziente indossa un’imbragatura che lo sostiene dall’alto per sgravare il peso e per garantire la stazione eretta. L’utilizzo dell’imbragatura evita inoltre il rischio di cadute e garantisce lo svolgimento degli esercizi in massima sicurezza per il paziente.

In una seconda fase riabilitativa il paziente si può avviare alla locomozione in quanto il supporto braccio-anca dell’emi-lato sano può scorrere lungo una guida meccanica per cui il paziente può effettuare un percorso circolare e l’imbragatura, in caso di necessità, può ancora sorreggere il paziente in quanto è anch’essa fissata sul supporto scorrevole.

Gli esercizi riabilitativi consistono in una prima modalità in cui l’attività richiesta al paziente è di distribuire il peso alternando progressivamente il carico da un piede all’altro. Le solette sensorizzate misurano i tempi di appoggio per ciascun piede e il numero di cambi di appoggio. Inoltre per ciascun piede si può verificare se l’appoggio del piede è uniforme, in quanto ciascuna soletta possiede tre sensori in tre posizioni caratteristiche per l’appoggio del piede. In particolare, un sensore è posizionato nella pianta interna del piede, uno è per la pianta esterna del piede ed uno è per il tallone. Anche questo aspetto può essere visualizzato sul monitor del tablet, per cui il paziente può correggere istantaneamente l’appoggio. Una seconda modalità di esercizi riabilitativi consiste nell’attività di cammino in cui il paziente può progressivamente raggiungere un numero prefissato di passi visualizzando sul monitor del tablet un percorso virtuale paesaggistico.

Riabilitazione degli arti inferiori e cammino: Geo

Geo è un robot computerizzato del cammino a 8 assi con modalità passiva, semiattiva ed attiva realizzato da Reha Technology ed è basato su una tecnologia ‘end-effector’ (2 piastre metalliche mobili) per simulare il cammino; rispetto alle tecnologie ‘esoscheletriche’ permette di modificare i movimenti parziali dell’arto. Il paziente indossa una imbragatura di sicurezza per sorreggerlo nella posizione in piedi durante la terapia, e ha frontalmente un monitor con gli indicatori dell’appoggio del carico su entrambi i piedi come feedback visivo. Il riabilitatore si pone frontalmente al paziente e può liberamente intervenire per supportare ed incoraggiare il paziente a farlo lavorare attivamente.

Le modalità di impiego terapeutico consistono in 5 possibili varianti:

  1. Terapia del cammino in cui i parametri che si possono variare per quanto riguarda il passo sono la velocità (o cadenza) e la lunghezza; per quanto riguarda la caviglia i parametri che si possono variare sono sia il contatto iniziale del tallone del piede che durante la fase del cammino si trova posto anteriormente e sia lo stacco del tallone del piede che invece si trova posteriormente. Infine, grazie alla presenza di moschettoni laterali da agganciare all’imbragatura è possibile variare parametri relativi al baricentro.
  2. Movimenti parziali del cammino per cui è possibile impostare i parametri sul singolo arto per correggere alcune caratteristiche del passo durante il cammino. In particolare, si può migliorare del singolo arto i tre movimenti base del ciclo del passo: prevolo, volo ed appoggio.
  3. Visual Scenario consiste nella visualizzazione sul monitor posto frontalmente al paziente di 5 tipologie di scenari paesaggistici.
  4. Protocolli standard sono predefiniti dal dispositivo per pazienti con Alzheimer o Parkinson sia nella possibile situazione meno grave che in quella più grave della manifestazione patologica
  5. WizardTherapy è una modalità di simulazione del cammino che consente al riabilitatore di selezionare e programmare una combinazione personalizzata di esercizi e protocolli di trattamento in base alle esigenze del paziente, che possono essere così memorizzati e adattati.

L’eccellenza S. Anna raccontata dai numeri

Oltre 14 mila ricoveri effettuati in vent’anni di attività, ma anche 6 apparecchiature robomeccatroniche ideate e realizzate per la riabilitazione e il recupero funzionale degli arti superiori ed inferiori.

I numeri dell’Istituto S. Anna raccontano una struttura vivace e all’avanguardia dal primo istante in cui è nata; una struttura capace di offrire contributi importanti e apprezzati alla comunità scientifica internazionale, con al centro sempre l’interesse e il bene del paziente.

Di qui l’attenzione alla clinica, manifestata con 10 palestre e 220 dipendenti (155 dei quali sono donne), 23 medici, 4 psicologi. E, all’interno della clinica, la grande attenzione alla ricerca, con il lavoro di 6 ingegneri biomedici e informatici.

In questo senso sono stati diversi i contributi offerti alla comunità scientifica nell’ambito della medicina riabilitativa. L’istituto S. Anna ha ideato e realizzato sei apparecchiature robomeccatroniche riabilitative e innovative per il recupero funzionale degli arti superiori ed inferiori; i suoi medici e ricercatori hanno pubblicato oltre 70 articoli su riviste internazionali di rilevante importanza. Di non minor rilievo l’attenzione alla formazione ed all’arricchimento professionale, che si manifesta con gli oltre 300 corsi di aggiornamento e di formazione organizzati, la maggior parte dei quali Ecm.

S. Anna e UMG per il Master in Tecniche avanzate di fisioterapia

L’Istituto S. Anna di Crotone sarà uno dei principali attori del nuovo master professionalizzante in “Tecniche avanzate di fisioterapia”, che sarà attivato a breve presso l’Università ‘Magna Grecia’ di Catanzaro.

Proprio questa mattina, infatti, l’amministratore unico del S. Anna Giovanni Pugliese ha siglato la convenzione operativa con il rettore dell’Ateneo Aldo Quattrone, in vista del master la cui partenza è prevista il prossimo 1 novembre.

Si tratta di una nuova tipologia di master professionalizzanti, riservati ad un numero ristretto di laureati, in cui c’è un forte collegamento tra la formazione e il lavoro. I partecipanti faranno la loro pratica presso aziende specializzate del settore “creando rapporti – spiega il rettore – che serviranno a dare loro una formazione altamente qualificata, ma nello stesso tempo potrebbero essere utili in vista di una futura occupazione”.

“L’Università di Catanzaro – aggiunge Pugliese – in sinergia con alcune strutture sanitarie, è la prima in Italia a fornire questa offerta formativa altamente professionalizzante. E noi siamo orgogliosi di avere un ruolo così importante in questo progetto innovativo; è la conferma che stiamo operando nella giusta direzione, ed è anche un riconoscimento per il livello che abbiamo raggiunto nella qualità e nella tipologia delle prestazioni. Siamo felici di poter mettere la nostra lunga esperienza a disposizione dell’Ateneo e dei neolaureati”.

Ri-abilitare il cervello, l’approccio del S. Anna

 

Riabilitazione motoria e riabilitazione cognitiva e psicologica; due aspetti egualmente importanti nel trattamento dei pazienti con lesioni cerebrali. E’ l’azione combinata di questi due interventi a garantire migliori possibilità di ripresa, sia in campo fisico che nel ritorno ad una vita personale e professionale quanto più simile possibile a quella che si conduceva prima. Questo tipo di approccio, che l’Istituto Sant’Anna applica ormai da molto tempo, è stato al centro del convegno “Ri-abilitare il cervello: se non penso non funziono. Deficit cognitivi e neuroriabilitazione nei pazienti con cerebrolesione”. 

Videointervista con il direttore sanitario Paolo Scola sul convegno del 10 giugno

Intervista con il dottor Paolo Scola, direttore sanitario dell’Istituto S. Anna di Crotone, sui contenuti del convegno “Ri-abilitare il cervello: se non penso non funziono. Deficit cognitivi e neuroriabilitazione nei pazienti con cerebrolesioni”. Il convegno, valido anche come Corso Ecm, si terrà il prossimo 10 giugno alle ore 8.30 presso la sede di Poggio Pudano dell’Istituto S. Anna

 

Il prof. Tonin nuovo direttore scientifico del S. Anna

Il professor Paolo Tonin è il nuovo Direttore scientifico dell’Istituto S. Anna di Crotone.

Neurologo nato a Venezia, il professor Tonin dal 2000 è primario della struttura complessa di Malattie cerebrovascolari presso l’ospedale San Camillo Irccs di Venezia; da 35 anni si occupa di neuroriabilitazione, ed è tra i fondatori della Sirn, la Società italiana di riabilitazione neurologica. È responsabile della sezione Teleriabilitazione della “World federation for neurorehabilitation”, organizzazione internazionale multidisciplinare attiva nel campo della riabilitazione neurologica. Un incarico che testimonia l’intensa attività del professor Tonin anche nel campo della ricerca, specie quella legata alla riabilitazione da malattie cerebrovascolari e allo studio di tecnologie innovative nella riabilitazione neurologica, tra cui proprio la teleriabilitazione.

Il prof. Tonin succede al prof. Giuliano Dolce, scomparso nello scorso mese di febbraio dopo aver diretto l’Istituto S. Anna dal 1996. I due illustri studiosi si sono incontrati e confrontati spesso nel corso delle rispettive carriere, condividendo l’approccio concettuale e scientifico alla neuroriabilitazione. L’arrivo al S. Anna del professor Tonin, dunque, avviene nel segno di una sostanziale continuità. “Abbiamo operato in sintonia piena – spiega il prof. Tonin – con lo stesso tipo di approccio alla materia di cui ci occupiamo”. Nei giorni scorsi il nuovo Direttore scientifico ha incontrato medici e personale dell’Istituto, che in realtà conosceva già da tempo per aver incrociato spesso la strada della casa di cura crotonese. “È un personale di ottimo livello – afferma – che fa parte di una realtà molto solida e forte, che proprio per questa sua forza e solidità può crescere ancora di più”. A partire dal campo della ricerca, nel quale il S. Anna di Crotone è un eccellenza assoluta. “Una realtà – spiega il professore – particolarmente impegnata in un approccio più ampio rispetto a quanto avviene nelle altre strutture, per quanto riguarda la riabilitazione neuropsicologica e le basi neurofisiologiche della riabilitazione”. Aspetti sui quali Tonin vorrebbe puntare con ancora maggiore intensità con l’obiettivo di “poter offrire a tutti i cittadini potenzialità riabilitative che altrove non esistono”