Il punto di forza dell’Istituto S. Anna è un modello organizzativo, basato sul continuum terapeutico, per la presa in carico dei pazienti dai reparti per acuti assistendoli nelle varie fasi riabilitative fino al domicilio.
Il paziente in stato vegetativo dopo una fase di coma, connotato da autonomia respiratoria, viene ricoverato nella Unità di risveglio (UdR), dove inizia la fase di riabilitazione precoce, che ha come obiettivo principale quello di facilitare il recupero delle attività di coscienza.
Una volta recuperata una minima attività e le sue condizioni cliniche sono diventate stabili, il paziente viene trasferito in Unità gravi cerebrolesioni (Ugc) dove continua il suo percorso riabilitativo. L’obiettivo successivo è il trasferimento nell’Unità di recupero e rieducazione funzionale (Urrf).

L’Unità di recupero e rieducazione funzionale (Urrf) è anche dedicata a pazienti con esiti di patologie del sistema nervoso centrale e periferico, quali ad esempio l’ictus, di malattie degenerative come il morbo di Parkinson e di patologie ortopediche.
I pazienti vengono ricoverati per trasferimento dai reparti ospedalieri per acuti.
L’approccio è di tipo multidisciplinare e multiprofessionale e ha l’obiettivo di tendere al recupero della massima autonomia possibile nelle attività di vita quotidiana, attraverso una riabilitazione intensiva.

Il Continuum terapeutico conclude il percorso di presa in carico attraverso l’offerta sanitaria della clinica con la riabilitazione in regime di Day Hospital e infine attraverso la possibilità di ospedalizzazione domiciliare Oberon, dedicata a pazienti con disordini di coscienza.