Formati nuovi assistenti domiciliari per Oberon

Un corso teorico pratico, indirizzato alla formazione di nuovi assistenti domiciliari di pazienti con grave cerebrolesione acquisita. L’istituto S. Anna l’ha organizzato nei giorni scorsi presso la struttura di Poggio Pudano.

Vi hanno preso parte cinque persone individuate dai familiari di altrettanti pazienti appena inseriti nel progetto Oberon, con l’obiettivo di formare chi materialmente dovrà occuparsi dei pazienti ricoverati a casa loro.

Durante il corso gli assistenti hanno alternato lezioni teoriche (tenute da infermieri specializzati e medici) ad attività di reparto, per imparare ad assistere e gestire i pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite, sia sotto il profilo dell’assistenza che per ciò che riguarda eventuali emergenze da fronteggiare in attesa dell’intervento del personale medico.

I partecipanti al corso hanno incontrato i responsabili del progetto Oberon, e poi medici e infermieri con i quali si sono occupati (tra l’altro) di nursing, lesioni da decubito, nutrizione e stimolazione sensoriale

Cos’è Oberon

Il S. Anna si conferma riferimento per la riabilitazione a valenza internazionale

L’Istituto S. Anna si conferma struttura di riferimento, a valenza internazionale, nell’ambito della riabilitazione. Alla clinica crotonese è stato dedicato un focus nella rete internazionale di laboratori di “gait analysis” creata da Bts motion.

Arriva, dunque, una ulteriore riprova del valore delle attività di riabilitazione poste in essere dall’Istituto crotonese, che si conferma eccellenza assoluta e centro di riferimento di alta specialità riabilitativa non solo a valenza regionale, ma molto più ampia. Un’eccellenza che può contare su una dotazione tecnologica di primissimo piano, su apparecchiature riabilitative che vengono utilizzate quotidianamente nelle strutture dell’Istituto, e che vengono affiancate ad una costante attività di ricerca per offrire ai pazienti le soluzioni migliori e appositamente calibrate sulle loro specifiche necessità.

Proprio l’attività di ricerca e la dotazione tecnologica (tra cui l’innovativo e all’avanguardia sistema di “gait analysis”) ha consentito all’Istituto di entrare a far parte di importanti reti internazionali.

Riabilitazione arti inferiori e cammino: Pegaso

Pegaso è un cicloergometro motorizzato realizzato da Biotech che permette lo svolgimento di attività fisica assistita, con modalità di allenamento sia passiva che attiva. Pegaso è corredato da un sistema di controllo elettronico in grado di riconoscere il livello dello sforzo muscolare del soggetto per erogare il livello di esercizio più adeguato allo stato fisico del paziente.

Oltre a consentire il movimento di pedalata e di regolarne la resistenza per l’esercizio cardio-polmonare, Pegaso è in grado di mantenere sotto controllo e misurare accuratamente i parametri cinematici e dinamici del movimento, come la velocità di pedalata, la potenza esercitata dai muscoli, la distanza virtualmente percorsa. Il sistema è dotato di un elettrostimolatore a 6 canali indipendenti, ciascuno dei quali è in grado di erogare fino a 140 mA.

Infine Il controllore di Pegaso regola in maniera automatica, in ogni istante della sessione terapeutica, l’intensità di stimolazione elettrica e quindi il lavoro compiuto dai muscoli, e l’aiuto o la resistenza opposta dal motore alla pedalata per ottimizzare l’esercizio in ogni condizione di patologia e stato di allenamento.

Allenare il cervello per riabilitarsi, nuova ricerca al S. Anna

Una nuova attività di ricerca sta prendendo il via presso l’Istituto S. Anna di Crotone. Nasce dalla collaborazione tra la Casa di cura di Alta specialità riabilitativa crotonese e il professor Antonio Cerasa, psicologo neuroscienziato dell’Ibfm, Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare del Cnr.

La notizia è stata riportata da due testate nazionali, Il Sole 24 ore e Il Venerdì di Repubblica. I due articoli illustrano l’idea dalla quale prende avvio questa nuova ricerca, che si concretizza nell’avvio di un protocollo di riabilitazione neuromotoria per persone con ictus presso l’Istituto S. Anna, al quale prenderanno parte un neurologo, un fisiatra ed uno chef.

Il professor Cerasa, nel suo ultimo libro Exper Brain affronta la possibilità che il cervello si possa modificare attraverso l’allenamento a cui viene sottoposto. L’intelligenza, dunque, non sarebbe un costrutto statico dipendente per lo più dalla genetica, ma un insieme dinamico di competenze create dall’allenamento, dalla pratica costante e volontaria.

Una visione profondamente innovativa, che potrebbe avere riflessi anche nella riabilitazione e nel recupero delle funzioni cerebrali dopo una lesione. È questo settore, in particolare, che andrà a studiare la ricerca che sarà effettuata presso il S. Anna.

Ecco i due articoli:

Il Sole 24 ore

Il Venerdì di Repubblica

Riabilitazione arti inferiori e cammino: Copernicus

Copernicus è un sistema di riabilitazione per l’avvio precoce alla locomozione di pazienti emiplegici. Il paziente indossa nelle scarpe un paio di solette dotate di sensori piezo-resistivi che rilevano l’appoggio del piede e trasferiscono l’informazione tramite Wi-fi ad un controllore con monitor (tablet) che rappresenta un feedback visivo per il paziente nell’esecuzione dei vari esercizi riabilitativi. Sotto la costante assistenza del terapista, il paziente è posizionato in stazione eretta, lateralmente ad un supporto meccanico che è regolabile in altezza per posizionare il braccio in abduzione a 90° rispetto al tronco, e che funge anche da supporto laterale per fissare l’anca dell’arto sano.

In questo modo il paziente, oltre ad avere la presenza del terapista, percepisce anche un appoggio solido per l’emi-lato sano. In una prima fase riabilitativa il paziente indossa un’imbragatura che lo sostiene dall’alto per sgravare il peso e per garantire la stazione eretta. L’utilizzo dell’imbragatura evita inoltre il rischio di cadute e garantisce lo svolgimento degli esercizi in massima sicurezza per il paziente.

In una seconda fase riabilitativa il paziente si può avviare alla locomozione in quanto il supporto braccio-anca dell’emi-lato sano può scorrere lungo una guida meccanica per cui il paziente può effettuare un percorso circolare e l’imbragatura, in caso di necessità, può ancora sorreggere il paziente in quanto è anch’essa fissata sul supporto scorrevole.

Gli esercizi riabilitativi consistono in una prima modalità in cui l’attività richiesta al paziente è di distribuire il peso alternando progressivamente il carico da un piede all’altro. Le solette sensorizzate misurano i tempi di appoggio per ciascun piede e il numero di cambi di appoggio. Inoltre per ciascun piede si può verificare se l’appoggio del piede è uniforme, in quanto ciascuna soletta possiede tre sensori in tre posizioni caratteristiche per l’appoggio del piede. In particolare, un sensore è posizionato nella pianta interna del piede, uno è per la pianta esterna del piede ed uno è per il tallone. Anche questo aspetto può essere visualizzato sul monitor del tablet, per cui il paziente può correggere istantaneamente l’appoggio. Una seconda modalità di esercizi riabilitativi consiste nell’attività di cammino in cui il paziente può progressivamente raggiungere un numero prefissato di passi visualizzando sul monitor del tablet un percorso virtuale paesaggistico.

Riabilitazione degli arti inferiori e cammino: Geo

Geo è un robot computerizzato del cammino a 8 assi con modalità passiva, semiattiva ed attiva realizzato da Reha Technology ed è basato su una tecnologia ‘end-effector’ (2 piastre metalliche mobili) per simulare il cammino; rispetto alle tecnologie ‘esoscheletriche’ permette di modificare i movimenti parziali dell’arto. Il paziente indossa una imbragatura di sicurezza per sorreggerlo nella posizione in piedi durante la terapia, e ha frontalmente un monitor con gli indicatori dell’appoggio del carico su entrambi i piedi come feedback visivo. Il riabilitatore si pone frontalmente al paziente e può liberamente intervenire per supportare ed incoraggiare il paziente a farlo lavorare attivamente.

Le modalità di impiego terapeutico consistono in 5 possibili varianti:

  1. Terapia del cammino in cui i parametri che si possono variare per quanto riguarda il passo sono la velocità (o cadenza) e la lunghezza; per quanto riguarda la caviglia i parametri che si possono variare sono sia il contatto iniziale del tallone del piede che durante la fase del cammino si trova posto anteriormente e sia lo stacco del tallone del piede che invece si trova posteriormente. Infine, grazie alla presenza di moschettoni laterali da agganciare all’imbragatura è possibile variare parametri relativi al baricentro.
  2. Movimenti parziali del cammino per cui è possibile impostare i parametri sul singolo arto per correggere alcune caratteristiche del passo durante il cammino. In particolare, si può migliorare del singolo arto i tre movimenti base del ciclo del passo: prevolo, volo ed appoggio.
  3. Visual Scenario consiste nella visualizzazione sul monitor posto frontalmente al paziente di 5 tipologie di scenari paesaggistici.
  4. Protocolli standard sono predefiniti dal dispositivo per pazienti con Alzheimer o Parkinson sia nella possibile situazione meno grave che in quella più grave della manifestazione patologica
  5. WizardTherapy è una modalità di simulazione del cammino che consente al riabilitatore di selezionare e programmare una combinazione personalizzata di esercizi e protocolli di trattamento in base alle esigenze del paziente, che possono essere così memorizzati e adattati.

Tecnologie riabilitative: la stimolazione multisensoriale guidata

Nel laboratorio di psicofisiologia dell’Istituto S. Anna vengono utilizzate diverse metodiche per valutare, nei pazienti in stato vegetativo (o come oggi vengono definiti, pazienti con sindrome di veglia aresponsiva), lo stato di coscienza e la sua evoluzione. I pazienti ricoverati nell’Unità gravi cerebrolesioni (Ugc) sono monitorati con diversi dispositivi permettendo l’osservazione e l’analisi della risposta ad opportuni stimoli programmati.

In particolare, per quanto riguarda le stimolazioni sensoriali (visive, uditive, olfattive e tattili), sono somministrate in modo monomodale e cioè non coinvolgendo più sensi contemporaneamente, ed in opportune sequenze. In questo modo è possibile capire la specificità della risposta.

Inoltre, per gli stimoli visivi è utilizzato un sistema di tracciamento dello sguardo (eye tracker)  che permette di analizzare con accuratezza la capacità di riposta del paziente agli stimoli somministrati.

Le stimolazioni visive e uditive sono somministrate tenendo conto di un particolare modello statistico (frutto del nostro lavoro di ricerca) che permette di stabilire il momento in cui è più probabile ottenere una risposta.

Questa attività, frutto di anni di ricerca e diverse pubblicazioni scientifiche è una esclusiva della nostra Casa di Cura.

Tecnologie riabilitative, innovazione e qualità al servizio dei pazienti

Un focus sulle tecnologie riabilitative utilizzate ogni giorno nelle strutture dell’Istituto S. Anna, con approfondimenti specifici su ciascuna apparecchiatura al servizio dei pazienti.

Parte oggi la serie di approfondimenti che dedicheremo a questo settore, un settore di punta per il S. Anna di Crotone. L’estrema complessità dei casi trattati, e la particolare propensione dell’Istituto ad un approccio innovativo, ha portato il S. Anna ad ideare e sviluppare tecnologie all’avanguardia, tali da offrire ai pazienti una serie di servizi altamente qualificati e complessi.

Nei prossimi servizi approfondiremo, dunque, le diverse aree d’intervento, con focus specifici su:

Stimolazione multisensoriale guidata per il recupero

Riabilitazione arti inferiori e cammino

Arto superiore e mano

Riabilitazione cognitiva

Recupero delle autonomie

Riabilitazione Logopedica

L’eccellenza S. Anna raccontata dai numeri

Oltre 14 mila ricoveri effettuati in vent’anni di attività, ma anche 6 apparecchiature robomeccatroniche ideate e realizzate per la riabilitazione e il recupero funzionale degli arti superiori ed inferiori.

I numeri dell’Istituto S. Anna raccontano una struttura vivace e all’avanguardia dal primo istante in cui è nata; una struttura capace di offrire contributi importanti e apprezzati alla comunità scientifica internazionale, con al centro sempre l’interesse e il bene del paziente.

Di qui l’attenzione alla clinica, manifestata con 10 palestre e 220 dipendenti (155 dei quali sono donne), 23 medici, 4 psicologi. E, all’interno della clinica, la grande attenzione alla ricerca, con il lavoro di 6 ingegneri biomedici e informatici.

In questo senso sono stati diversi i contributi offerti alla comunità scientifica nell’ambito della medicina riabilitativa. L’istituto S. Anna ha ideato e realizzato sei apparecchiature robomeccatroniche riabilitative e innovative per il recupero funzionale degli arti superiori ed inferiori; i suoi medici e ricercatori hanno pubblicato oltre 70 articoli su riviste internazionali di rilevante importanza. Di non minor rilievo l’attenzione alla formazione ed all’arricchimento professionale, che si manifesta con gli oltre 300 corsi di aggiornamento e di formazione organizzati, la maggior parte dei quali Ecm.

L’Unità di risveglio, fiore all’occhiello dell’Istituto S. Anna

L’Unità di Risveglio dell’Istituto S. Anna è stata la prima codificata nata in Italia, un autentico fiore all’occhiello dell’Istituto, realizzata con il contributo determinante del compianto professor Giuliano Dolce. È con lui, uno dei maggiori esperti europei in materia di stato vegetativo, che nei primi anni ‘90 il S. Anna scopre una vocazione particolare per i pazienti in coma. E sviluppa un percorso medico scientifico che oggi le permette di erogare prestazioni complesse.

Sono gli anni in cui si costituisce un comitato scientifico di assoluto valore, e il S. Anna ha continui interscambi con tre centri internazionali di primissimo livello che lavorano su questa tipologia di pazienti, Innsbruck, Bordeaux e Tel Aviv, dove il personale della struttura crotonese è mandato a formarsi.

Man mano, insieme all’Unità di Risveglio, si crea l’intero percorso dei reparti che seguono i pazienti nella loro evoluzione: l’Unità gravi cerebrolesioni, la Riabilitazione intensiva, il Day hospital e il reparto di Lungodegenza specializzata dedicato ai pazienti in stato vegetativo da molto tempo.

L’Istituto è, quindi, tra i primi in Italia ad applicare il modello operativo del “Continuum terapeutico”, un processo che accompagna il paziente in un percorso individualizzato, in perfetta coerenza con il suo fabbisogno, attraverso i diversi livelli d’intensità assistenziale.

L’Unità di risveglio

L’Unità di risveglio “Ezio Pugliese” accoglie pazienti che provengono esclusivamente dalle Unità operative di Rianimazione o di Neurochirurgia e Stroke Unit, e che presentano uno stato vegetativo e/o di minima coscienza dovuto a gravi cerebrolesioni di diversa origine.

In questo reparto ha inizio la riabilitazione precoce, che ha come obiettivo quello di facilitare il recupero dell’attività di coscienza e delle funzioni cognitive e motorie. Condizione necessaria per il ricovero nell’Unità di Risveglio è l’autonomia respiratoria, condizione questa che viene raggiunta entro 3-4 settimane dall’evento cerebrolesivo.

L’Unità comprende 10 posti letto in convenzione con il Sistema sanitario regionale. L’accesso avviene secondo una graduatoria con sistema a punteggio che deriva dall’analisi della documentazione e che prende in esame diversi fattori quali evento, età e in ultima analisi il giudizio clinico di stabilità e l’appropriatezza di ricovero.