Riabilitare cucinando: i gesti della cucina nella riabilitazione da ictus

Riabilitare cucinando. Perché le azioni e le emozioni connesse alla cucina possono essere un importante valore aggiunto nel percorso di riabilitazione per le persone colpite da ictus. Quella lanciata da Antonio Cerasa in collaborazione con l’Istituto di Alta specialità riabilitativa S. Anna di Crotone è un’idea non soltanto di grande suggestione, ma anche di sostanza e rigore scientifico. Tanto da essere stata pubblicata di recente sulla rivista internazionale  Journal of neurological sciences

L’idea del ricercatore del Cnr è quella di usare la cucina, per l’esattezza i gesti legati al cucinare, come sistema di riabilitazione costante e intensivo. Il procedimento con cui si cucina, infatti, mette insieme tante piccole abilità che possono aiutare i pazienti colpiti da ictus a recuperare meglio e con maggiore precisione le abilità perse a causa delle loro lesioni cerebrali. Miscelare gli ingredienti, cuocerli, preparare i piatti e poi decorarli sono tutte azioni che richiedono un’attività cerebrale molto intensa; e migliorano in precisione e accuratezza se vengono ripetuti con costanza, in una sorta di allenamento che Cerasa e i suoi collaboratori ritengono estremamente efficace per i pazienti neurologici. 

C’è poi il dato emotivo, tutt’altro che secondario. La cucina è piacere, è socializzazione; e poi i gesti legati al cucinare, sia pure ripetitivi, hanno uno scopo ben preciso, e producono un effetto (la pietanza) concreto e piacevole. Non un’azione di riabilitazione passiva, dunque, ma mirata ad uno scopo, per di più di valenza sociale e conviviale. 

Un’idea profondamente innovativa, dunque, pensata con l’obiettivo di restituire i pazienti colpiti da ictus ad una vita quanto più “normale” possibile, quanto più vicina possibile a quella che conducevano prima dell’evento traumatico. E nell’elaborazione del nuovo protocollo di riabilitazione basato su questa idea, medici e tecnici della neuroriabilitazione saranno affiancati da specialisti del settore, un gruppo di qualificatissimi chef.

Di seguito il link al testo originale:

How can we restore cognitive deficits in patients with cerebellar damages? (Cerasa A, Pignolo L, Tonin P.)

 

 

 

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