L’Unità di risveglio, fiore all’occhiello dell’Istituto S. Anna

L’Unità di Risveglio dell’Istituto S. Anna è stata la prima codificata nata in Italia, un autentico fiore all’occhiello dell’Istituto, realizzata con il contributo determinante del compianto professor Giuliano Dolce. È con lui, uno dei maggiori esperti europei in materia di stato vegetativo, che nei primi anni ‘90 il S. Anna scopre una vocazione particolare per i pazienti in coma. E sviluppa un percorso medico scientifico che oggi le permette di erogare prestazioni complesse.

Sono gli anni in cui si costituisce un comitato scientifico di assoluto valore, e il S. Anna ha continui interscambi con tre centri internazionali di primissimo livello che lavorano su questa tipologia di pazienti, Innsbruck, Bordeaux e Tel Aviv, dove il personale della struttura crotonese è mandato a formarsi.

Man mano, insieme all’Unità di Risveglio, si crea l’intero percorso dei reparti che seguono i pazienti nella loro evoluzione: l’Unità gravi cerebrolesioni, la Riabilitazione intensiva, il Day hospital e il reparto di Lungodegenza specializzata dedicato ai pazienti in stato vegetativo da molto tempo.

L’Istituto è, quindi, tra i primi in Italia ad applicare il modello operativo del “Continuum terapeutico”, un processo che accompagna il paziente in un percorso individualizzato, in perfetta coerenza con il suo fabbisogno, attraverso i diversi livelli d’intensità assistenziale.

L’Unità di risveglio

L’Unità di risveglio “Ezio Pugliese” accoglie pazienti che provengono esclusivamente dalle Unità operative di Rianimazione o di Neurochirurgia e Stroke Unit, e che presentano uno stato vegetativo e/o di minima coscienza dovuto a gravi cerebrolesioni di diversa origine.

In questo reparto ha inizio la riabilitazione precoce, che ha come obiettivo quello di facilitare il recupero dell’attività di coscienza e delle funzioni cognitive e motorie. Condizione necessaria per il ricovero nell’Unità di Risveglio è l’autonomia respiratoria, condizione questa che viene raggiunta entro 3-4 settimane dall’evento cerebrolesivo.

L’Unità comprende 10 posti letto in convenzione con il Sistema sanitario regionale. L’accesso avviene secondo una graduatoria con sistema a punteggio che deriva dall’analisi della documentazione e che prende in esame diversi fattori quali evento, età e in ultima analisi il giudizio clinico di stabilità e l’appropriatezza di ricovero.

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