Aramis, gli ottimi risultati della ricerca presentata al Sirn

“Effetti della riabilitazione bilaterale per l’arto superiore, in pazienti post stroke, con l’utilizzo di tecnologia robotica esoscheletrica”. E’ una delle tre ricerche condotte dall’Istituto S. Anna di Crotone i cui risultati sono stati illustrati all’ultimo Congresso nazionale Sirn (Società italiana di riabilitazione neurologica). A presentarli è stato l’ingegner Loris Pignolo (referente Area ricerca robotica), che ha evidenziato come gli studi confermino “un miglioramento statisticamente significativo in tutte le scale di valutazione per i tre gruppi di pazienti trattati. In particolare l’aspetto interessante riguarda la regressione definitiva della sindrome dolorosa e il pieno recupero delle sensibilità”.

Ma ecco di seguito i dettagli dell’intervento dell’ingegner Pignolo

 

Effetti della riabilitazione bilaterale per l’arto superiore, in pazienti post stroke, con l’utilizzo di tecnologia robotica esoscheletrica.

Introduzione

Negli ultimi anni c’è un crescente interesse per l’utilizzo di dispositivi robotici realizzati per favorire il recupero motorio dopo stroke. In letteratura esistono svariati articoli che evidenziano l’efficacia di tale terapia innovativa sul recupero motorio. Tuttavia la maggior parte di questi studi utilizzano device robotici “monolaterali”, siano essi ad end effector o ad esoscheletro, che erogano la terapia sull’arto plegico. In questo lavoro, grazie all’utilizzo di un sistema a doppio esoscheletro, si è voluta verificare l’efficacia della riabilitazione bilaterale, in cui il paziente con il proprio arto sano guida l’arto plegico, realizzando sedute di “autoriabilitazione” in cui è il paziente stesso, sotto la guida del terapista, l’attuatore principale della propria riabilitazione. Sono stati confrontati 3 gruppi di pazienti, in diverse fasi dell’iter riabilitativo al fine di valutare l’efficace per diverse tipologie di pazienti.

Materiale e metodi

È stato utilizzato il sistema ARAMIS, dispositivo meccatronico originale e completamente innovativo che consiste in due esoscheletri, con 5 gradi di libertà attivi, per la riabilitazione dell’arto superiore; ogni esoscheletro comanda e serve l’altro, pensato per lo studio e la riabilitazione motoria dei pazienti emiplegici. Il sistema permette di erogare diversi tipi di sedute riabilitative, nel nostro caso sono state utilizzate due modalità: asincrona in cui qualsiasi tipo di movimento richiesto può essere registrato con l’arto sano del paziente e replicato infinite volte sull’arto plegico, e sincrona in cui il paziente indossa entrambi gli esoscheletri e con l’arto sano (master) guida il movimento dell’arto plegico (slave).

Studio prospettico di pazienti con empiplegici, di eziologia ischemica con età ≥ 18 anni e con un solo evento acuto. Sono stati suddivisi in 3 gruppi, formati da 11 pazienti per gruppo: gruppo a) pazienti post-acuti, entro 6 mesi dall’evento, gruppo b) sub-acuti da 6 mesi ad 1 anno dall’evento e gruppo c) pazienti oltre 1 anno dall’evento.

Tutti i pazienti dono stati valutati all’inizio ed alla fine del trattamento robotico con la Fugl-Meyer scale(modificata da Lindmark ed Hamrin), Motricity Index arto superiore, VAS, FIM e Barthel Index.

Il trattamento, per tutti i gruppi, ha avuto una durata di 6 settimane per complessive 24 sedute, della durata di 45 minuti ciascuna, di terapia con robot.

Risultati

Sono stati inclusi nello studio 33 pazienti, 18 M (54%), età media 62 anni (DS 18), 20 con emiplegia sinistra (60 %) e 13 con emiplegia destra (40 %), tutti di eziologia vascolare ischemica. Nella tab.1 vengono riassunti i risultati suddivisi per tutti e 3 i gruppi.

Conclusioni

Come si vede dai risultati riepilogati in tab.1, si ottiene un miglioramento statisticamente significativo in tutte le scale di valutazione per tutti e 3 i gruppi di pazienti. In particolare l’aspetto interessante riguarda la regressione definitiva della sindrome dolorosa e il pieno recupero delle sensibilità; aspetti questi che fanno si che nella scala di Fugl Meyer i pazienti con ictus da oltre 1 anno recuperano in modo statisticamente significativo.

Relazione su Aramis al Sirn

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