Il S. Anna eccellenza anche nella riabilitazione

Un’eccellenza nazionale nella riabilitazione, e non solo per l’unica l’Unità di risveglio del meridione. L’attenzione che la stampa nazionale sta riservando all’Istituto Sant’Anna fornisce lo spunto al suo Amministratore unico, Giovanni Pugliese, per sottolineare alcuni aspetti dei servizi che la struttura crotonese offre ai suoi pazienti: “Il Sant’ Anna, oltre ad essere centro d’eccellenza per pazienti gravi, in stato vegetativo, ha anche un’attività (forse numericamente anche più consistente) di posti letto dedicati alla riabilitazione. Parliamo di riabilitazione di patologie che quotidianamente purtroppo affliggono tanta gente: di quella relativa agli ictus, alle malattie neurologiche degenerative come il Parkinson, di quella ortopedica, e poi degli impianti di protesi di femore, anca, che è un tipo di riabilitazione qualitativamente impegnativa dal punto di vista clinico, ma che riguarda purtroppo moltissime famiglie”.

In questo settore l’Istituto ha puntato moltissimo sulla Ricerca, ed è diventata struttura di grandissima avanguardia sul piano della robotica applicata alla riabilitazione, tanto da conseguire diversi brevetti. “La nostra modalità di agire (al di là della gravità delle patologie e delle condizioni del paziente) prevede di affiancare agli atti clinici un impegno scientifico, di ricerca, di ideazione di attrezzature che possano avere una ricaduta diretta sul recupero nei pazienti che necessitano di riabilitazione neurologica. In questo siamo molto attivi. Abbiamo prima brevettato un robot che si occupa della riabilitazione degli arti superiori, e più di recente ottenuto altri due brevetti; uno per la riabilitazione degli arti inferiori e uno per un letto speciale da adoperare nelle strutture post ictus”. “Riteniamo – conclude Pugliese – che l’uso delle tecnologie più avanzate sia una marcia in più, che affiancando la tecnologia avanzata alla professionalità dei nostri medici e alla nostra esperienza ventennale, possiamo fornire al paziente un tipo di riabilitazione che un terapista, per quanto bravo, non potrà mai dare. Mi riferisco ad alcuni movimenti ripetitivi da fare un certo numero di volte, alla misurazione dell’intensità della forza da usare…ad azioni insomma che prescindono dalla preparazione del tecnico operatore. E qui lo facciamo bene”.

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